Archivi per la categoria ‘Solidarietà’

Forgotten Diaries, Diari dimenticati – 5: il 2012 è arrivato (anche in Armenia)

giovedì, 19 gennaio 2012

Riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro di qualche giorno, fino al primo gennaio, per ascoltare il racconto di un capodanno molto particolare…

Quello vissuto da Arevik, blogger e studentessa in comunicazione di 19 anni, armena.

Decoriamo le case con l’albero di Natale e decorazioni tradizionali, facciamo shopping per arricchire le nostre tavole con vari piatti e bevande, perché il tesoro principale del nuovo anno per la maggior parte degli Armeni è una tavola ricca. Facciamo del nostro meglio per soddisfare i nostri ospiti e fargli credere che i nostri piatti siano i più gustosi e i più singolari.

In Armenia le feste di fine anno non sono su invito, e la casa è solitamente aperta a tutti. Il capodanno è forse l’unico momento dell’anno in cui ogni famiglia armena ha circa 25-30 persone a casa. Anche se può sembrare un po’ insolito per voi, gli Armeni non attendono un invito particolare per visitare la casa di qualcuno durante le festività. Le porte di tutti sono aperte a parenti, vicini e lontani, e agli amici. Una grande opportunità per incontrare quelli che abbiamo visto magari solo una volta o che non abbiamo visto affatto durante l’anno passato. La gente ama questa festa, anche perché dura davvero molto: quasi per 2 settimane, tra Natale il 6 gennaio. La festa vera naturalmente inizia alla mezzanotte del 31 dicembre, con i fuochi d’artificio. Nei giorni successivi abbiamo un sacco di ospiti, naturalmente riceviamo anche regali interessanti. Ogni casalinga offre i suoi piatti meravigliosi e naturalmente insieme al cibo abbiamo anche un sacco di vino armeno.

Brindiamo per tutti coloro che sono vicino a noi: per i nostri genitori, figli, parenti e amici; per ogni cosa buona che ci aspettiamo per il prossimo anno: salute, felicità, fortuna, benessere; e per ciò che abbiamo avuto fino ad ora. Ma la cosa più importante che vorrei ricordare è che non importa che tipo di festa è, ogni armeno brinda sempre per la pace. Sin da bambina ho partecipato a migliaia di brindisi, ma i brindisi per la pace sono sempre stati molto particolari, perché sono stati pronunciati da coloro che hanno provato sulla pelle la guerra e le terribili circostanze ad essa legate. E sono felice che nonostante questa esperienza terribile, le persone abbiano ora speranza per un futuro di pace. Spero che in futuro, quando berremo per la pace, diremo: ‘Grazie a Dio l’abbiamo ottenuta. Ora è il momento di nutrirla’.

Forgotten Diaries, Diari dimenticati 2 – Sanka, dallo Sri Lanka

giovedì, 24 novembre 2011

Sanka scrive dallo Sri Lanka, una piccola isola del subcontinente indiano che ha vissuto in uno stato di conflitto permanente fino al 18 maggio 2009. Ma nonostante siano passati due anni dalla fine delle ostilità, i problemi non sono del tutto risolti.

sri lanka

“Fino al maggio del 2009 lo Sri Lanka era il centro delle notizie in tutto il mondo per via dei combattimenti. Poi per la prima volta nella loro vita, quelli nati negli anni ‘80 e ‘90 hanno vissuto un giorno senza bombardamenti e spargimenti di sangue. Molte persone che avrebbero potuto morire ogni giorno, ora si trovano a fare i conti con la lotta quotidiana di guadagnarsi da vivere.”

Nello Sri Lanka del dopo conflitto la paura resta, anche nel nord oggi finalmente unito. Accompagna ogni passo, non solo in senso figurato: numerose mine anti-uomo riposano sotto il terreno, e i giornali non mancano di riportare ogni giorno come il governo sia incapace di effettuare operazioni di bonifica in tempi rapidi.
Numerosi edifici sono ancora così come li ha lasciati la guerra: distrutti. Tante sono le persone che non sono ancora in grado di godere anche dal punto di vista economico dei benefici della pace.

“Nonostante tutte le avversità i giovani dello Sri Lanka si trovano adesso a passare dalla condizione di bambini soldato e kamikaze a costruire la loro nuova vita con grande pazienza. Questi giovani uomini e donne hanno ormai capito che le persone che vivono al di fuori della zona di conflitto non sono mostri come è stato insegnato loro per anni dai politici. Adesso hanno finalmente capito che tutte le persone hanno gli stessi problemi in materia di istruzione, salute, occupazione”.

sri lanka war children

“Facilitare la transizione è la sfida più difficile. Per aiutare questi giovani dovrebbero essere create delle occasioni di confronto e di espressione pacifica sulle idee politiche. Lo Sri Lanka deve capire che i giovani del nord che sono stati i più colpiti dal conflitto, lungo e sanguinoso, hanno ancora difficoltà ad adattarsi ad una nazione pacifica. La creazione di occasioni di confronto può ridurre la loro esposizione alle vulnerabilità, e può essere parte fondamentale della riconciliazione nazionale”.

“Questo non dovrebbe essere compreso solo da parte delle autorità governative, ma anche dalla società civile stessa, perché è proprio la società civile che avrà il ruolo più importante nell’indirizzare i giovani più colpiti ad una nuova vita pacifica. Lo Sri Lanka ha molta strada da fare. Ne ha fatta tanta, tanta ne resta. Una sfida impegnativa ma piena di speranza per il futuro”.

http://www.forgottendiaries.org/

Nuova rubrica: Forgotten Diaries, diari dimenticati da conflitti dimenticati

domenica, 6 novembre 2011

Ce l’avete presente il diario di Anna Frank? La voglia di avere una vita normale, nonostante la guerra? Vi siete mai chiesti, cosa significhi vivere la guerra ogni giorno? Si va a scuola? Ci si mangia lo stesso una pizza? E si festeggia il compleanno in un locale? Anche noi ce lo siamo chiesti, anzi, lo abbiamo chiesto a chi la guerra la vive ogni giorno ed ha accettato di raccontarcela attraverso Forgotten Diaries.

Molti di voi hanno sicuramente un blog. Anche Jose, Arevik, Tanish. Hanno la vostra, la nostra età.
Solo che loro vivono in zone colpite da conflitti.
Vere e proprie guerre di cui nessuno parla più. Ce ne sono più di 100 in tutto il mondo e coinvolgono migliaia di giovani. Che vanno all’università, che studiano, che vorrebbero poter uscire con gli amici, che hanno solo voglia di pace e tranquillità. Noi abbiamo deciso di ascoltarli. Di fare in modo che ad ascoltarli ci sia sempre più gente. Così abbiamo creato una piattaforma blog, Forgotten Diaries (Diari dimenticati): raccoglie i loro post, i loro racconti.
Sono ragazzi come noi. Vengono dai posti più disparati : Pakistan, Nepal, Uganda, Niger ma anche Etiopia, Kosovo e Turchia.

A loro, abbiamo offerto l’opportunità di raccontare e raccontarsi. Di chiedere interventi per la pace, ma non solo. Gli abbiamo insegnato attraverso un corso come si fa un progetto e come si organizza una campagna di sensibilizzazione. Alla fine di tutto abbiamo messo a disposizione di ognuno, una piccola cifra. Il risultato? Progetti concreti per promuovere tramite scuole di teatro che portano in giro spettacoli sulla pace, squadre sportive, corsi di scrittura creativa, cooperative di lavoro.

Perché la pace si costruisce giorno per giorno, anche con piccole azioni, anche da giovani.

Selene Biffi, presidente di Youth Action for Change

Dalla settimana prossima, i Diari Dimenticati saranno Smemorande! Intanto, un po’ di informazioni le trovate su www.forgottendiaries.org

Non dimenticare Francesco Azzarà

lunedì, 12 settembre 2011

Francesco libero

giovedì, 1 settembre 2011

Il 14 agosto, alle ore 17.00 locali, un operatore di EMERGENCY è stato prelevato a Nyala, capitale del sud Darfur, mentre si trovava in auto diretto verso l’aeroporto della città.
Francesco Azzarà, 34 anni, è alla sua seconda missione a Nyala come logista del Centro pediatrico che EMERGENCY ha aperto in città nel luglio del 2010.
EMERGENCY ha immediatamente attivato in Darfur e a Khartoum tutti i contatti a sua disposizione e ha altresì informato il ministero degli Affari Esteri italiano.
Un team di EMERGENCY sta seguendo gli sviluppi della situazione ed è in costante contatto con la famiglia, le autorità sudanesi e quelle italiane.

EMERGENCY chiede la liberazione immediata di Francesco Azzarà e auspica piena collaborazione di tutti coloro che possano aiutare ad arrivare a un esito positivo di questa vicenda.

DIMOSTRATE LA VOSTRA SOLIDARIETÀ NEI CONFRONTI DI FRANCESCO, APPENDETE UNA SUA FOTO AL BALCONE DI CASA, CHIEDETE CHE VENGA LIBERATO! >>Cliccate sulla foto per scaricare lo striscione in formato pdf<<

francesco azzarà

Pititinga: la prima pietra della Pousada da Juventude

lunedì, 21 giugno 2010

Ecco le immagini della cerimonia ufficiale, alla presenza di Enrico Bertolino, Edna Galvao, del vicepresidente Brio e del sindaco di Pititinga.

Cos’è la Pousada da Juventude?

Tutto il resto su www.pititinga.it

Una tessera per la pace

mercoledì, 17 marzo 2010

Ancora in corso il tesseramento Emergency 2010!!
Iscrivetevi, per affermare la vostra idea di pace. Che è anche la nostra.
Costa solo 20 euro, se avete meno di 25 anni.

Un anello per l’8 marzo

domenica, 7 marzo 2010

In occasione dell’8 marzo – Giornata Internazionale delle Donne – possiamo tutti insieme sostenere l’impegno di Fondazione Pangea per aiutare le donne vittime di abusi a uscire dalla violenza e tornare a vivere.

Per riuscire a dare un aiuto concreto a tutte queste donne, si potrà indossare l’Anello Nodo di Pangea – che richiama il ciondolo già simbolo della Fondazione e della lotta per i diritti femminili nel mondo – allegato al numero del 4 marzo della rivista Donna Moderna (con un sovrapprezzo di 4, 90 euro), oppure disponibile contattando Pangea.
Tutti i proventi verranno destinati a pangeaprogettoitalia, il progetto di Fondazione Pangea che, in collaborazione con 4 centri antiviolenza, garantisce la rinascita di tante donne che vivono una realtà drammatica, e da quest’anno assicurerà loro il reinserimento sociale grazie alla formazione e riqualificazione professionale, e un microcredito per costruirsi un futuro sereno.

Non perdete l’occasione di dare un aiuto concreto a tante donne in difficoltà: l’Anello Nodo di Pangea vi aspetta!

Per saperne di più www.pangeaonlus.org/8marzo

Un SMS per Pititinga

lunedì, 1 marzo 2010

Dona un sorriso, con un SMS al 45594. Da domani, 2 marzo

Intanto, il diretùr della Smemo è in viaggio verso il Brasile: ci porterà notizie dal Centro Smemo Educacional di Pititinga!

Anche un piccolo aiuto è importante

giovedì, 14 gennaio 2010

Uno di quei post che non vorresti mai scrivere

Haiti è distrutta.

Per donare piccoli aiuti economici, ci sono ad esempio gli SMS solidali:
da numero WIND e 3 al 48540. Il numero sara’ attivo fino al 27 gennaio. I fondi saranno utilizzati per sostenere l’impegno umanitario della Croce Rossa Italiana sul territorio di Haiti, colpito dal terremoto.
con un SMS da cellulare personale TIM e VODAFONE, o chiamando da rete fissa TELECOM ITALIA, al 48541. I fondi saranno utilizzati per sostenere A.g.i.r.e. Agenzia Italiana Risposta Emergenze (di cui fanno parte anche Action Aid, Save The Children e Amref) e destinati ai bisogni più urgenti: cibo, acqua potabile, medicinali, ripari temporanei.

Oppure, anche Medici Senza Frontiere(MSF) lancia una raccolta fondi straordinaria per potere continuare a soccorrere le vittime del devastante terremoto che ha colpito Haiti. Per contribuire all’azione di soccorso di Msf a Haiti si può donare attraverso la carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25; con bonifico bancario, a questo IBAN: IT58D0501803200000000115000; oppure sul conto corrente postale 87486007 intestato a Medici Senza Frontiere onlus causale Terremoto Haiti.

haiti terremoto

Per adesso, non abbiamo altre parole.