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Forgotten Diaries, Diari dimenticati 3 – Solomon, dall’Uganda

lunedì, 5 dicembre 2011

Solomon è un giornalista di 29 anni. Attraverso Forgotten Diaries, racconta la vita quotidiana in Uganda.

Oggi dunque non vi presentiamo il suo diario, ma una testimonianza da lui raccolta: quella di una imprenditrice agricola che fa parte di un progetto volto a dimostrare come le nuove tecnologie, cellulari e radio in particolare, possano essere di aiuto per lo sviluppo di un territorio. Toro Development Network – questo il nome del progetto – ha di recente svolto un faticoso viaggio nelle zone del Kamwenge, nel distretto occidentale dell’Uganda, dove si coltiva mais.

Dunque, la parola a Solomon:

Il motivo del viaggio era quello di valutare il progresso degli interventi di Toro. Il progetto consiste nell’utilizzo delle trasmissioni radio che coprono i villaggi per favorire lo sviluppo dell’imprenditorialità nella regione del Rwenzori. Nel 2010 Toro, insieme all’organizzazione olandese Stem Van Afrika, ha organizzato una serie di seminari di formazione per le donne dei piccoli villaggi e per i giovani, su come utilizzare la radio per sviluppare il mercato dei loro prodotti e condividere le informazioni per lo sviluppo dell’imprenditoria rurale.

Il workshop è stato seguito da 47 donne e giovani del distretto di Rwenzori. Tra di loro, la signora Muhereza della fattoria di mais Phoebic, alla periferia della città Kamwenge.

La signora Muhereza racconta che dopo il seminario gli agricoltori locali hanno formato un gruppo di ascolto della radio, con l’obiettivo di migliorare le trasmissioni, ma soprattutto hanno deciso di mettere in onda ogni sabato un programma dal titolo Voice of Kamwenge, che permetta loro di condividere informazioni e commercializzare i loro prodotti.

L’unico problema riscontrato è che (come nel resto del mondo) i costi della pubblicità sono molto alti.
Come risolverlo? La signora Muhereza spiega che un altro canale per la pubblicizzazione dei prodotti agricoli è il cellulare: “Oltre alla radio, usiamo anche i telefoni cellulari per avere accesso alle informazioni e poter entrare in contatto con gli intermediari che comprano il nostro mais”.

La signora Muhereza è ormai una imprenditrice di successo che ha capito come sfruttare le nuove tecnologie per farsi pubblicità, e non si occupa più solo di mais, ma anche di pollame e bestiame. Muhereza ed il marito, grazie al piccolo commercio e alla spinta data al progetto da Torodev, sono riusciti ad iscrivere i loro quattro figli all’università e a costruire due case.

Nonostante il successo però, Muhereza e la sua attività hanno ancora molte sfide davanti. “Abbiamo avuto problemi di soldi – spiega Muhereza – a causa di elevati tassi di interesse per i prestiti ottenuti da istituzioni di microfinanza e da altre banche “. Ma dopo aver visto i frutti delle potenzialità delle nuove tecnologie per il commercio dei suoi prodotti Muhereza non si è data per vinta, e ora sta cercando di convincere i coltivatori di mais ad unire le proprie forze e affrontare insieme il mercato per evitare lo sfruttamento da parte di intermediari.

Lila e World Aids Day: proteggiti semplicemente

giovedì, 1 dicembre 2011

Nuova rubrica: Forgotten Diaries, diari dimenticati da conflitti dimenticati

domenica, 6 novembre 2011

Ce l’avete presente il diario di Anna Frank? La voglia di avere una vita normale, nonostante la guerra? Vi siete mai chiesti, cosa significhi vivere la guerra ogni giorno? Si va a scuola? Ci si mangia lo stesso una pizza? E si festeggia il compleanno in un locale? Anche noi ce lo siamo chiesti, anzi, lo abbiamo chiesto a chi la guerra la vive ogni giorno ed ha accettato di raccontarcela attraverso Forgotten Diaries.

Molti di voi hanno sicuramente un blog. Anche Jose, Arevik, Tanish. Hanno la vostra, la nostra età.
Solo che loro vivono in zone colpite da conflitti.
Vere e proprie guerre di cui nessuno parla più. Ce ne sono più di 100 in tutto il mondo e coinvolgono migliaia di giovani. Che vanno all’università, che studiano, che vorrebbero poter uscire con gli amici, che hanno solo voglia di pace e tranquillità. Noi abbiamo deciso di ascoltarli. Di fare in modo che ad ascoltarli ci sia sempre più gente. Così abbiamo creato una piattaforma blog, Forgotten Diaries (Diari dimenticati): raccoglie i loro post, i loro racconti.
Sono ragazzi come noi. Vengono dai posti più disparati : Pakistan, Nepal, Uganda, Niger ma anche Etiopia, Kosovo e Turchia.

A loro, abbiamo offerto l’opportunità di raccontare e raccontarsi. Di chiedere interventi per la pace, ma non solo. Gli abbiamo insegnato attraverso un corso come si fa un progetto e come si organizza una campagna di sensibilizzazione. Alla fine di tutto abbiamo messo a disposizione di ognuno, una piccola cifra. Il risultato? Progetti concreti per promuovere tramite scuole di teatro che portano in giro spettacoli sulla pace, squadre sportive, corsi di scrittura creativa, cooperative di lavoro.

Perché la pace si costruisce giorno per giorno, anche con piccole azioni, anche da giovani.

Selene Biffi, presidente di Youth Action for Change

Dalla settimana prossima, i Diari Dimenticati saranno Smemorande! Intanto, un po’ di informazioni le trovate su www.forgottendiaries.org

Non dimenticare Francesco Azzarà

lunedì, 12 settembre 2011

Smemo agli Stati Generali della Creatività Urbana: video

sabato, 23 luglio 2011

Giovedì a Roma, gli Stati generali della creatività urbana. C’eravamo anche noi
Qui sotto il servizio di Uniroma.tv, la web tv delle università romane.

Nozze irreali

venerdì, 29 aprile 2011

CAFFE kate william

Allora i due dentro la tazzina di caffè qui sopra si sono sposati. E c’era bisogno di fare tanto casino?
Comunque, pare che la cerimonia sia andata bene. Una cosa sobria.

Una delle cose più belle di internet è che puoi passare un’intera giornata a sfogliare album di ricordi nuziali da tutto il mondo. Vi consigliamo vivamente di farlo.

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nozze3

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Design storto

lunedì, 11 aprile 2011

In questo periodo, a Milano, sono tutti fuori per il design.
A noi delle sedie ce ne frega poco, però in effetti il design è più importante di quello che pensiamo.
Tipo, se viene male, succedono cose poco piacevoli:

Se non ora, quando?

domenica, 13 febbraio 2011

senonoraqaundo

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Se non ora, quando?


megliouomini

Questo non è un paese per donne

poppe

La dignità delle donne è la dignità della nazione
La dignità della nazione è la dignità delle donne

Le notizie più strane del 2010

martedì, 4 gennaio 2011

Cosa rimarrà, di questo 2010? Poco di bello, molto di brutto (soprattutto, la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini).
Ma anche, qualcosa di – semplicemente – strano. Ad esempio, queste cinque notizie.

- Kenneth Bonds, 45enne di Memphis, negli Stati Uniti, ha sparato a un ragazzo di 17 anni. Perché? Kennneth gli aveva chiesto di tirarsi su i pantaloni: secondo lui, aveva il cavallo troppo basso. Il ragazzo aveva rifiutato, chiamandolo pure “culone”. Kenneth gli ha sparato proprio nelle chiappe.
sagger
(Il ragazzo è stato curato e dimesso dall’ospedale il giorno stesso)

- Sue O’Grady, inglese, a 62 anni ha qualche nipote. Ma non ha voglia di fare la nonna: ha venduto tutto ciò che aveva (casa compresa) per pagarsi un viaggio intorno al mondo. Lo farà a bordo della sua Harley Davidson.
sue o grady

- Un tedesco di Bochum ha scoperto di avere un proiettile in testa dopo 5 anni: pare fosse stato colpito nel corso dei festeggiamenti per il capodanno 2005, ma che non se ne fosse accorto perché “troppo ubriaco”.
pallottola

- Nella Repubblica Dominicana, un uomo è scappato dall’ospedale in cui era stato ricoverato per un grave caso di priapismo: dopo oltre tre settimane di erezione continua, i medici avevano preso in considerazione l’ipotesi di amputargli il pene. Luis Rodríguez Taveras, però, non sarebbe riuscito a vivere senza, ed è scappato dalla sua stanza.
viagra
(Non sappiamo che fine abbia fatto il povero Luis)

- Negli Stati Uniti, un cane ha mangiato un diamante da 20.000 dollari nella bottega di un gioielliere. Come avranno fatto, a recuperarlo?
cane diamante
(Soluzione: hanno aspettato)

Oggi al cinema

lunedì, 22 novembre 2010

Sciopero. E così pure per i teatri e le sale da concerto.

cinecitta

Come mai? Ecco perché:

Il mondo dello spettacolo si ferma. Più di 250mila lavoratori del settore parteciperanno allo sciopero generale organizzato da Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil contro i tagli previsti nella finanziaria 2011. Con la manifestazione, infatti, si chiede il reintegro del contributo statale (Fus), attualmente ridotto al minimo storico di 288 milioni di euro; il ripristino delle agevolazioni fiscali; la legge dello spettacolo dal vivo e lo stop alla delocalizzazione delle produzioni cineaudiovisive. (Corriere.it)

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Scuola, cultura e spettacoli sono i settori più tartassati dai tagli statali. Noi stiamo con chi protesta: perché la cultura non si mangia, ma serve quanto il pane.