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	<title> &#187; Attualità</title>
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		<title>La sveltina (con Enrico Bertolino): Milano ti fa ammalare</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 11:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.rumor</dc:creator>
				<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;I milanesi non hanno tempo. Se parlate con loro, uomo o donna è indifferente, e state esprimendo un punto di vista, commentando un&#8217;affermazione, insomma dialogando, il vostro interlocutore entro massimo un minuto distoglierà lo sguardo, inizierà a dare segni di nervosismo oppure a guardare l&#8217;ora con movimenti repentini dell&#8217;avambraccio e ripetuti a distanze sempre più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;I milanesi non hanno tempo. Se parlate con loro, uomo o donna è indifferente, e state esprimendo un punto di vista, commentando un&#8217;affermazione, insomma dialogando, il vostro interlocutore entro massimo un minuto distoglierà lo sguardo, inizierà a dare segni di nervosismo oppure a guardare l&#8217;ora con movimenti repentini dell&#8217;avambraccio e ripetuti a distanze sempre più brevi. Non è cattiva educazione (in realtà sì, ma questo è un libro che i milanesi li difende) ma un gesto che va recepito come cortesia, il preciso avvertimento che il tempo a Vostra disposizione è irrimediabilmente scaduto e che è meglio risentirsi più in là, a data da destinarsi. […]  Il perder tempo, il farlo perdere agli altri, è una delle maggiori ossessioni dei milanesi, tanto che rimpicciolire il tempo è una delle perversioni verbali più sentite in città: &#8220;Hai un attimino&#8221;, &#8220;Mi fermo ancora solo un minutino&#8221;, &#8220;Ci vediamo una mezz&#8217;oretta, di più non posso&#8221;. Curioso come certi diminutivi generino, se presi complessivamente, un superlativo assoluto, visto che fanno cagarissimo.&#8221; </p></blockquote>
<p>Enrico Bertolino, <em>Pirla con me &#8211; da Milano si può guarire</em>, Mondadori 2012</p>
<p><iframe width="450" height="338" src="http://www.youtube.com/embed/8g7-fkxQbxM?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ah, il gran rumore che sentite in sottofondo è il backstage dello <strong>Zelig</strong> al teatro Arcimboldi: non avevamo TEMPO di filmare da un&#8217;altra parte!!!</p>
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		<title>Scrittori + radio = Autorevole</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.rumor</dc:creator>
				<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto l&#8217;ha curato Sergio Ferrentino, partecipano un sacco di scrittori bravi (e pure vecchie conoscenze di Smemoranda): Carlo Lucarelli, Pino Corrias, Sandrone Dazieri, Massimo Carlotto, Andrea Bajani.
Gli autori, quando non si occupano di romanzi, scrivono sceneggiature cinematografiche o fiction televisive, oltre a copioni teatrali, spot pubblicitari, fumetti, blog, post su facebook, cinguettii su twitter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto l&#8217;ha curato <strong>Sergio Ferrentino</strong>, partecipano un sacco di scrittori bravi (e pure vecchie conoscenze di Smemoranda): <strong>Carlo Lucarelli, Pino Corrias, Sandrone Dazieri, Massimo Carlotto, Andrea Bajani</strong>.</p>
<p>Gli autori, quando non si occupano di <strong>romanzi</strong>, scrivono sceneggiature cinematografiche o fiction televisive, oltre a copioni teatrali, spot pubblicitari, fumetti, blog, post su facebook, cinguettii su twitter e graphic novel. Pochi si confrontano con la drammaturgia radiofonica. Parliamo dei <strong>radiodrammi</strong>, cioè storie concepite espressamente per l’oralità. Parliamo di storie narrate da suoni e da parole, da musiche ed effetti che, mixati insieme, costruiscono l’immagine acustica, l’elemento centrale per vedere attraverso un mezzo non vedente come la <strong>radio</strong>.</p>
<p>Alcuni autori più importanti – Bajani, Carlotto, Corrias, Dazieri, Lucarelli – hanno raccolto la sfida con questa tecnica di narrazione. Ognuno di loro scriverà, quindi, una storia originale che verrà adattato in audiodramma, ma nessuna di queste storie verrà trasmessa per radio: diventerà una registrazione, un podcast. Un complesso sonoro organizzato acquistabile e scaricabile da internet.<br />
La registrazione dell’audiodramma avverrà a l’<strong>Elfo Puccini</strong> di Milano, trasformato per una sera in una radio.</p>
<p>Gli spettatori, dotati di cuffie, vedranno gli attori muoversi in funzione del microfono e della parola, sentiranno sbattere porte che nessuno ha chiuso e ascolteranno musiche che nessuno sta suonando. Il pubblico potrà assistere a scene in apparenza contraddittorie, come un personaggio che saluta tutti e poi non se ne va.</p>
<p>Basterà chiudere gli occhi per accorgersi che quel personaggio non parla più al microfono da tempo. È come se fosse andato via. Insomma, quanto avverrà sul palcoscenico sarà al servizio di un’unica dimensione, quella dell’ascolto. Per il pubblico sarà come entrare in uno studio radiofonico mentre è accesa la lucina rossa della registrazione.</p>
<p>Orson Welles diceva che la radio è il contrario del cinema muto: sentire ma non vedere. Nella sala Bausch dell’Elfo Puccini, per cinque serate, la radio si potrà anche vedere.</p>
<p><strong>Ne stanno parlando, ora, qui</strong>: <a href="http://www.fonderiamercury.it/diretta.html">http://www.fonderiamercury.it/diretta.html<br />
</a></p>
<p>Guarda in diretta la conferenza stampa con gli autori!<br />
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<div style="font-size:11px;padding-top:10px;text-align:center;width:480px">Watch <a href=http://www.livestream.com/?utm_source=lsplayer&amp;utm_medium=embed&amp;utm_campaign=footerlinks title=live streaming video>live streaming video</a> from <a href=http://www.livestream.com/fonderiamercury?utm_source=lsplayer&amp;utm_medium=embed&#038;amp</div>
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		<title>Micro-inchiesta: come vi vedete?</title>
		<link>http://blog.smemoranda.it/2012/01/micro-inchiesta-come-vi-vedete/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 21:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.rumor</dc:creator>
				<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Matteo Squadrani è un ragazzo romagnolo che, sul suo blog, ha realizzato un&#8217;interessante inchiesta sui ragazzi e la politica. La rilanciamo, e vi chiediamo: voi come rispondereste alle domande di Matteo?

I neomaggiorenni sono degli anni 93 e 94, sono i giovani che hanno vissuto a cavallo fra i 90 e i 2000, ragazzi che sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Matteo Squadrani è un ragazzo romagnolo che, <a href="http://msquadrani.jimdo.com/">sul suo blog</a>, ha realizzato un&#8217;interessante inchiesta sui ragazzi e la politica. La rilanciamo, e vi chiediamo: voi come rispondereste alle domande di Matteo?<br />
</strong><em></p>
<p>I neomaggiorenni sono degli anni 93 e 94, sono i giovani che hanno vissuto a cavallo fra i 90 e i 2000, ragazzi che sono stati in bilico fra un falso benessere e la crisi mondiale, ragazzi che di politica ne hanno conosciuta ben poca, ragazzi che grandi cambiamenti non ne hanno visti&#8230;ragazzi che in fondo non conosciamo e che magari non si conoscono fra loro.<br />
Allora per rispondere alle mie domande e alle mie curiosità, ho provato, a fargli qualche domanda:</p>
<p><strong>Giorgia -17 anni, abita a Cattolica(RN) e frequenta il Liceo Scientifico</strong><br />
<em>Cos&#8217;è per te la scuola?</em><br />
La scuola può apparire noiosa, ma serve a formare e assegnare un futuro per il singolo; accompagna il giovane nella fase formativa.<br />
<em>E ti piace la tua scuola?</em><br />
Mi piace, anche se preferivo le arti, e le preferisco tutt&#8217;ora; sono comunque felice della scelta che ho intrapreso.<br />
<em>Cos&#8217;è per te la politica in generale, e la politica italiana?</em><br />
Io e la politica non andiamo d&#8217;accordo: devo dire la verità, cioè, di non essere informata a riguardo, e la scuola, devo dire, pure lei la trascura come me.<br />
<em>C&#8217;è un personaggio storico in particolare, che ami e che ti piacerebbe rivedere nella società attuale o alla guida di questa Italia?</em><br />
Non lo so; non amo la storia ed il professore che me la insegna&#8230;devo dire però, che Aristotele mi ha sempre affascinato, come anche Bacone, perchè hanno una visione particolarmente schematica della realtà: concetti schematici distinti e concreti.<br />
<em>Ma hai fiducia nello stato?</em><br />
Non mi da fiducia, però il cambiamento lo dobbiamo volere concretamente, e il concretamente passa per forza dallo stato.<br />
<em>Come ti vedi fra qualche anno?</em><br />
Mi vedo studente, a cercare il meglio per me ed il mio futuro.</p>
<p><strong>Martina -18 anni, abita a Poggio Berni di Santarcangelo(RN) e frequenta il Liceo Psicopedagogico</strong><br />
<em>Cos&#8217;è per te la scuola?</em><br />
Uno sbocco sul futuro e, da quest&#8217;anno, qualcosa di interessante e veramente piacevole.<br />
<em>Cos&#8217;è per te la politica in generale, e la politica italiana?</em><br />
La politica è un buono sbocco sociale per i giovani e per il futuro, ma il partitismo è troppo forte e la burocrazia pure; la politica deve essere un &#8220;brainstorming&#8221; di idee ma non un luogo di plagio.<br />
Invece oggi la politica italiana è governata da anziani che non riescono a relazionarsi coi giovani, quindi col futuro del nostro paese.<br />
<em>Hai preferenze?</em><br />
La mia preferenza va a Rifondazione Comunista, ma in generale a tutti i partiti di matrice comunista.<br />
<em>Tenendo conto degli enormi disequilibri che tutti conosciamo, si può cambiare la società?</em><br />
Si potrebbe pensare a dei cambiamenti:<br />
1-svecchiamento della politica per l&#8217;avvicinamento giovanile;<br />
2-sburocratizzare i partiti anche per rendere più interessante il partito stesso, e rendere il tutto più leggero e alla portata dei giovani;<br />
3-una ridistribuzione equa del reddito: Monti invece che multare il piccolo impresario, già indebolito molto dalla Legge Biagi, dovrebbe, per esempio, agire sui grossi &#8220;padroni&#8221; di multinazionali ed aziende di grandi dimensioni;<br />
4-leggi che impediscano una grossa immigrazione di imprese italiane all&#8217;estero.<br />
<em>Come ti vedi fra qualche anno?</em><br />
Mi vedo all&#8217;estero, dopo gli studi di psicologia: specializzata in criminologia, possibilmente a Parigi, nel Quartiere Latino.</p>
<p><strong>Matteo -17 anni, abita a Riccione(RN) e frequenta il Liceo Scientifico</strong><br />
<em>Cos&#8217;è per te la scuola?</em><br />
Bella domanda&#8230;la scuola è scoprire cose nuove, magari superficialmente non sembra ma sicuramente è così.<br />
<em>E ti piace la tua scuola?</em><br />
L&#8217;argomentazione scientifica mi piace molto.<br />
<em>Cos&#8217;è per te la politica in generale, e la politica italiana?</em><br />
Penso che sia un branco di imbecilli, che pensa al proprio bene senza pensare al bene comune.<br />
<em>C&#8217;è un personaggio storico in particolare, che ami e che ti piacerebbe rivedere nella società attuale o alla guida di questa Italia?</em><br />
Martin Luther King&#8230;una causa difficilissima che lui e pochi altri sono riusciti a sposare, seguire e, nel suo caso, a morire per difendere.<br />
<em>Tenendo conto degli enormi disequilibri che tutti conosciamo, si può cambiare la società?</em><br />
Qualcosa si può sempre fare, nulla è impossibile, la società però è difficile da cambiare e noi non possiamo fare, realisticamente, qualcosa di decisivo: comunque non è motivo di smettere di seguire idee ed ideali.<br />
<em>Come ti vedi fra qualche anno?</em><br />
Spero di vedermi tra qualche anno sui libri ancora, possibilmente mantenendomi gli studi per realizzarmi al 100%.</p>
<p><strong>Marco -18 anni, abita a Rimini e frequenta il Tecnico per Geometri</strong><br />
<em>Cos&#8217;è per te la scuola?</em><br />
Un luogo che ti dovrebbe formare, preparare a un dopo non semplice; io non la vivo come un peso, sento che l&#8217;imparare mi piace, tolte le valutazioni&#8230; serve per formare idee e testa propria.<br />
<em>E ti piace la tua scuola?</em><br />
Si&#8230;è una scuola valida che deve piacere e che consegna un buon mestiere in mano.<br />
<em>Cos&#8217;è per te la politica in generale, e la politica italiana?</em><br />
Mi fa incazzare la politica: è una frase fatta, ma è tutta corrotta, perchè chiunque va li per sistemare se stesso.<br />
<em>Cosa sai della crisi e di tutta questa serie di &#8220;complicazioni&#8221; varie?</em><br />
Per noi, la crisi oggi si sente, e secondo me lo sbaglio grosso fu quello di entrare nell&#8217;euro; non so se poteva essere prevedibile tutto questo impoverimento, ma è arrivato&#8230;<br />
<em>Tenendo conto degli enormi disequilibri che tutti conosciamo,si può cambiare la società?</em><br />
Si può rimediare alle cose che non ci vanno a genio: informandosi ed informando.<br />
<em>Cosa pensi di questa generazione, e la riusciresti a mettere a confronto con quelle passate?</em><br />
Da fine anni 80 ed inizio 90 c&#8217;è una generazione meno menefreghista, che comunque mantiene un abisso di gap sfavorevole nei confronti di quella deglia nni 50 e 60; lotte di cambiamento hanno animato e fatto crescere le coscienze e i diritti delle persone, oggi noi ci stiamo muovendo: manifestazioni, indignados ecc&#8230;ci si prova!</p>
<p><strong> Alfonso &#8211; ha 18 anni, abita a Rimini e frequenta il Tecnico per Geometri</strong><br />
<em>Cos&#8217;è per te la scuola?</em><br />
La scuola è un modo per formare verso un obiettivo lo studente: un obiettivo non concreto e reale però dal momento in cui un ragazzo di 13 anni non conosce le sue vocazioni e passioni; la scuola è come la politica: i Prof. hanno il loro potere, favoriscono i loro &#8220;cocchi&#8221; e se la prendono con i meno bravi, i &#8220;poveracci&#8221;&#8230;che vengono torturati e mai aiutati: come il popolo.<br />
<em>&#8230; e quindi cos&#8217;è per te la politica?</em><br />
La politica è corruzione: sono tutti privilegiati, ed è tutta una casta.<br />
<em>Hai preferenze politiche?</em><br />
No: non seguo la situazione, ma ahimè ho poca curiosità e poca cultura: è colpa mia, ma sono così. Rino Gaetano cantava tutto il mio pensiero in &#8220;Nun te reggae più!&#8221;<br />
<em>Tenendo conto degli enormi disequilibri che tutti conosciamo,si può cambiare la società?</em><br />
L&#8217;idea di poter cambiare e portare una buona politica e delle buone idee, c&#8217;è in me come in tanti giovani che hanno voglia di fare&#8230; ma poi tutti sono corruttibili, e tutti diventano come loro che sono lassù.<br />
<em>Credi quindi che non ci sia soluzione?</em><br />
Anche se ci si muove non abbiamo potere, non riusciremo a cambiare nulla&#8230; Il potere è irrimovibile e le manifestazioni ormai o finiscono in violenza o sono nulle e settarie.<br />
Non c&#8217;è soluzione.</p>
<p><strong>Paolo -ha 18 anni, abita a Viserba di Rimini e frequenta il Tecnico per Geometri</strong><br />
<em>Cos&#8217;è per te la scuola?</em><br />
La scuola per me dovrebbe essere educazione, ma invece è un punto di domanda&#8230;<br />
<em>Cioè?</em><br />
Non da agli studenti gli strumenti necessari per imparare a vivere.<br />
<em>Cos&#8217;è per te la politica in generale, e la politica italiana?</em><br />
La politica è corruzione: il politico tende all&#8217;egoismo&#8230;<br />
<em>E la politica si può cambiare?</em><br />
Si, se incentiviamo una rimodernizzazione ed uno svecchiamento della classe politica perchè il giovane oggi, può portare uno spezzone di società all&#8217;interno, direttamente, dei palazzi, diversamente dal vecchiume.<br />
<em>Cosa sai della crisi e di tutta questa serie di &#8220;complicazioni&#8221; varie?</em><br />
La crisi non è mai stata fronteggiata seriamente dalla politica, nascondendo sempre le cose più ovvie da poter ridurre, tagliando poi sempre al fardello della società più povero e impotente.<br />
<em>Tenendo conto degli enormi disequilibri che tutti conosciamo,si può cambiare la società?</em><br />
Tutti i disequilibri sono causati dall&#8217;egoismo del singolo per raggiungere il capitale; si può cambiare, in molto tempo, ma solo se:<br />
1-ognuno di noi cambia dentro moralmente parlando;<br />
2-ci sono controlli seri e validi su tutti i cittadini;<br />
<em>Hai preferenze politiche?</em><br />
Non sono all&#8217;altezza di sapere cosa vendono i politici, ma apprezzavo Beppe Grillo.</p>
<p><strong>Sara -ha 17 anni, abita a Viserba di Rimini e frequenta il Liceo Classico</strong><br />
<em>Cos&#8217;è per te la scuola?</em><br />
Per me è un posto che vivo in maniera contrastante, perchè da una parte mi matura e mi fa crescere ma dall&#8217;altra mi fa nutrire odio nei suoi confronti e mi arricchisce di rimproveri e umiliazioni, soprattutto da me stessa.<br />
<em>E ti piace la tua scuola?</em><br />
Mi piace, ma la odio; avrei voluto fare altro, ma sono anche consapevole del fatto che sia la scuola più adatta a me.<br />
<em>Cos&#8217;è per te la politica in generale, e la politica italiana?</em><br />
Per me la politica è una cosa distante e che conosco in maniera molto superficiale.<br />
<em>C&#8217;è un personaggio storico in particolare, che ami e che ti piacerebbe rivedere nella società attuale o alla guida di questa Italia?</em><br />
Bhè&#8230;poltico storico, sicuramente Gramsci, Matteotti ed in parte anche gli antichi greci.<br />
<em>Tenendo conto degli enormi disequilibri che tutti conosciamo, si può cambiare la società?</em><br />
Agire per risolvere la crisi economica e societaria: è giusto informare, però se la situazione è tragica bisogna partire.<br />
<em>Cosa significa partire?</em><br />
Azioni emblematiche da parte dei politici, prima di tutto: e poi anche iniziative no profit e coinvolgenti per cittadini, migranti e altre realtà attive, di diverso tipo, per rafforzare prima di tutto la nostra comunità e riprenderci in maniera societaria ed economica nel nostro piccolo, intanto.<br />
<em>Come ti vedi fra qualche anno?</em><br />
In giro per il mondo con una casa, fuori città, stabile&#8230;e con due figli.</p>
<p>Concludo queste interviste, con una mia riflessione. Durante le chiamate e i colloqui con i ragazzi, ho notato imbarazzo, di fronte a certe domande. Ma se i giovani non si fanno da soli queste domande basilari, i professori di scuola, in classe, ci stanno solo per spiegargli I promessi sposi e l&#8217;inno di Mameli?<br />
Cercate come cittadini di avere un contatto diretto con le realtà giovanili, e cercate di non lasciare mai soli i ragazzi, perchè il futuro, passa sempre da loro. Ed è stupido tenerli lontani dalla realtà, che è sempre dura quando sbatte contro i loro corpi (i nostri corpi, vista la mia età).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Auguri, Enzo!</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 21:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.rumor</dc:creator>
				<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Feste]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Argh, siamo in ritardo!
Speriamo li accetti lo stesso&#8230;

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Argh, siamo in <a href="http://www.enzolunari.it/?">ritardo</a>!<br />
Speriamo li accetti lo stesso&#8230;</p>
<p><a href="http://blog.smemoranda.it/2012/01/auguri-enzo/vecchiaia/" rel="attachment wp-att-651"><img src="http://blog.smemoranda.it/wp-content/uploads/2012/01/vecchiaia.jpg" alt="" title="vecchiaia" width="550" height="428" class="aligncenter size-full wp-image-651" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Forgotten Diaries, Diari dimenticati 4 – Solomon e i soprannomi ugandesi</title>
		<link>http://blog.smemoranda.it/2011/12/forgotten-diaries-diari-dimenticati-4-%e2%80%93-solomon-e-i-soprannomi-ugandesi/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 11:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.rumor</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Forgotten Diaries]]></category>

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		<description><![CDATA[Solomon è un giornalista di 29 anni. Attraverso Forgotten Diaries, racconta la vita quotidiana in Uganda. 

In Uganda quella del soprannome è una tradizione antichissima, degna addirittura di una cerimonia ufficiale, qualcosa di simile al nostro battesimo, e di regole vere e proprie.
La tradizione di dare un soprannome, è chiamata Empaako. Il soprannome è utilizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solomon è un giornalista di 29 anni. Attraverso Forgotten Diaries, racconta la vita quotidiana in <a href="http://forgottendiaries-uganda.blogspot.com/">Uganda</a>. </p>
<p><img src="http://blog.smemoranda.it/wp-content/uploads/2011/12/solomon.jpg" alt="solomon2" /></p>
<p><em>In Uganda quella del soprannome è una tradizione antichissima, degna addirittura di una cerimonia ufficiale, qualcosa di simile al nostro battesimo, e di regole vere e proprie.</em></p>
<p>La tradizione di dare un <strong>soprannome</strong>, è chiamata Empaako. Il soprannome è utilizzato nelle comunità  occidentale dell’Uganda, dei Banyoro-Batooro  per esprimere rispetto, amore e affetto. Esistono 12 soprannomi: Akiiki, Amooti, ​​Atwoki, Acaali, Araali, Adyeri, Abwoli, Abbala, Ateenyi, Abooki, Apuuli e il raro Okali normalmente riservato ad un re.<br />
Apuuli, Acaali e Araali, sono nomi riservati esclusivamente ai maschi, mentre gli altri possono essere utilizzati indifferentemente per maschi o femmine. I gemelli, vengono di solito ribattezzati Abooki o Amooti.<br />
Il mio soprannome è <strong>Apuuli</strong>.<br />
Tutti i nomi tranne Okaali iniziano con la lettera &#8216;A&#8217; e hanno il doppio suono vocale che serve per far emergere il tono musicale e accattivante che enfatizza amore, passione e affetto.</p>
<p>La tradizione del soprannome, del nomignolo, è <strong>antica </strong>quanto la comunità dei Banyoro-Batooro. Per l’attribuzione del soprannome, c’è una precisa tradizione rituale: nel caso di una bambina viene attribuito entro il terzo giorno dalla nascita, nel caso di un bambino, entro il quarto giorno.<br />
Durante il rituale, al neonato viene dato un cognome ed un soprannome.<br />
Nella cerimonia vengono coinvolti la famiglia, i parenti e gli amici. Tutte le persone presenti hanno il diritto di esprimere la propria preferenza per il nome e discutere perché viene scelto proprio quel nome, anche se la decisione finale, spetta al padre. Al neonato, vengono regalate o una banana o un albero già piantato, che sono il simbolo della presenza della persona all’interno della comunità<br />
La tradizione del nomignolo è molto forte, e chi ospita presso la comunità qualcuno proveniente da fuori, può, se lo ritiene, organizzare una cerimonia per dare un soprannome al suo ospite.<br />
Il nomignolo è un simbolo di affermazione e di <strong>amore </strong>verso il prossimo. Si usa infatti nella comunità per salutare, ringraziare, esprimere affetto e rispetto della persona. In guerra, ad esempio, se uno dei due contendenti getta la lancia e urla il soprannome dell’altro, ogni azione violenta viene immediatamente sospesa.</p>
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		<title>Lila e World Aids Day: proteggiti semplicemente</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 21:51:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.rumor</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="450" height="253" src="http://www.youtube.com/embed/2QG6R_PbRa4?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Forgotten Diaries, Diari dimenticati 1 &#8211; Nubi, dalla Nigeria</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 11:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.rumor</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Nubi Kayode scrive dalla Nigeria: pochi giorni fa il paese africano ha festeggiato il Giorno dell&#8217;Indipendenza, il 51° della sua storia.
2011.10.01 alle 00:12
“51. Domani il mio paese festeggia i suoi 51 anni, ed io sono ancora sveglio a pensare. 51, ma cosa significa?”

“51, è qualcosa per quale vale la pena festeggiare? &#8230; Beh, non siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nubi Kayode</strong> scrive dalla Nigeria: pochi giorni fa il paese africano ha festeggiato il Giorno dell&#8217;Indipendenza, il 51° della sua storia.</p>
<p><em>2011.10.01 alle 00:12</em><br />
“51. Domani il mio paese festeggia i suoi 51 anni, ed io sono ancora sveglio a pensare. 51, ma cosa significa?”</p>
<p><img src="http://wingsweekly.files.wordpress.com/2011/10/the-anniversary-cake-of-nigerias-independence-day.jpg" alt="torta" /></p>
<p>“51, è qualcosa per quale vale la pena festeggiare? &#8230; Beh, non siamo più sotto il dominio dei nostri padroni coloniali” è la risposta, ma arriva subito rapida e sarcastica la battuta tra se’ e se’ “Nubi, ne sei sicuro? Sei sicuro che la Nigeria sia adesso davvero indipendente?”.  “Nessun uomo è un’isola -è la conclusione- l’interdipendenza arriva con la globalizzazione, e anche se abbiamo detto addio ai nostri padroni coloniali 51 anni fa, nel 1960, forse lo abbiamo fatto solo fisicamente e non psicologicamente”.</p>
<p><em>2011.10.01 alle 17:45</em><br />
“Non è stato tanto scioccante vedere tutte quelle televisioni scendere in piazza per coprire gli eventi ed i festeggiamenti del giorno della indipendenza. Beh, forse la celebrazione non era grande come la precedente,  quella per il giubileo d’oro, i cinquanta anni, ma poi la gente  è scesa  in piazza vestita  dei colori della nostra bandiera &#8211; verde e bianco- si è  dipinta la faccia e ha messo in testa  buffi cappelli. Le interviste sono state interessanti. I giornalisti hanno fermato ed intervistato  sei persone a caso prese per la strada, e quello che mi ha fatto sorridere è che, nessuna ha espresso speranza per un futuro migliore della Nigeria. Un concetto che io ho sempre sentito ripetere fin da quando sono nato”.</p>
<p><img src="http://www.underdarock.com/files/2011/10/NIGERIAN-INDEPENCE-DAY-PARADE-2011-40.jpg" alt="indipendenza" /></p>
<p>“Finchè c’è vita, c’è anche la speranza”</p>
<p><img src="http://naijanedu.com/wp-content/uploads/2011/10/51st-Nigerian-Independence-Day-celebration_NAIJANEDU.jpg" alt="celebrazioni" /></p>
<p><em>2011.10.01 alle 23:14</em><br />
“Questo sabato di festa non avrebbe potuto essere migliore, anche se  sarebbe stato meglio festeggiare in un  giorno durante la settmana, così da avere un giorno in più e prendere un permesso per festeggiare. Stava per accadere, quando avevano proclamato il 3 come giorno festivo, ma poi il governo ha cambiato idea. Che dire? Con i pensieri felici di un lungo week end con il lunedi festivo incluso, vado a letto. Oggi mi sono sentito orgogliosamente Nigeriano – a prescindere dai problemi del mio Paese”.</p>
<p><a href="http://www.forgottendiaries.org/en/diaries/nigeria-and-niger-delta/"></p>
<p>http://www.forgottendiaries.org/en/diaries/nigeria-and-niger-delta/</a></p>
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		<title>Nuova rubrica: Forgotten Diaries, diari dimenticati da conflitti dimenticati</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 13:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.rumor</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ce l’avete presente il diario di Anna Frank? La voglia di avere una vita normale, nonostante la guerra? Vi siete mai chiesti, cosa significhi vivere la guerra ogni giorno? Si va a scuola? Ci si mangia lo stesso una pizza? E si festeggia il compleanno in un locale? Anche noi ce lo siamo chiesti, anzi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ce l’avete presente il <strong>diario </strong>di Anna Frank? La voglia di avere una vita normale, nonostante la guerra? Vi siete mai chiesti, cosa significhi vivere la guerra ogni giorno? Si va a scuola? Ci si mangia lo stesso una pizza? E si festeggia il compleanno in un locale? Anche noi ce lo siamo chiesti, anzi, lo abbiamo chiesto a chi la <strong>guerra </strong>la vive ogni giorno ed ha accettato di raccontarcela attraverso Forgotten Diaries. </p>
<p>Molti di voi hanno sicuramente un blog. Anche Jose, Arevik, Tanish. Hanno la vostra, la nostra età.<br />
Solo che loro vivono in zone colpite da conflitti.<br />
Vere e proprie guerre di  cui nessuno parla più. Ce ne sono più di 100 in tutto il mondo e coinvolgono migliaia di giovani. Che vanno all’università, che studiano, che vorrebbero poter uscire con gli amici, che hanno solo voglia di pace e tranquillità. Noi abbiamo deciso di ascoltarli. Di fare in modo che ad ascoltarli ci sia sempre più gente. Così abbiamo creato una piattaforma blog, Forgotten Diaries (Diari dimenticati): raccoglie i loro post, i loro racconti.<br />
Sono ragazzi come noi. Vengono dai posti più disparati : Pakistan, Nepal, Uganda, Niger ma anche Etiopia, Kosovo e Turchia.</p>
<p>A loro, abbiamo offerto l’opportunità di raccontare e raccontarsi. Di chiedere interventi per la pace, ma non solo. Gli abbiamo insegnato attraverso un corso come si fa un progetto e come si organizza una campagna di sensibilizzazione.  Alla fine di tutto  abbiamo messo a disposizione di ognuno, una piccola cifra. Il risultato?  Progetti concreti per promuovere tramite scuole di teatro che portano in giro spettacoli sulla pace, squadre sportive, corsi di scrittura creativa, cooperative di lavoro.</p>
<p>Perché la pace si costruisce giorno per giorno, anche con piccole azioni, anche da giovani.</p></blockquote>
<p><em>Selene Biffi, presidente di <a href="http://">Youth Action for Change</a></em></p>
<p><object width="450" height="338"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rGsUBo521Ls?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rGsUBo521Ls?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="338" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Dalla settimana prossima, i Diari Dimenticati saranno <strong>Smemorande</strong>! Intanto, un po&#8217; di informazioni le trovate su <a href="http://www.forgottendiaries.org/">www.forgottendiaries.org</a></p>
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		<title>Un ragazzo di Coriano, che andava in moto</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 11:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.rumor</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Matteo Squadrani è un ragazzo di Coriano, e dal suo blog oggi pensa a Marco. Queste sono le sue parole, quelle che noi fatichiamo a trovare.
&#8220;Ribadisco che ancora non ci credo&#8230;e forse non ci crederò ancora per un bel pò.
Ti viene a mancare una persona semplice, che vedevi spessissimo con la sua ape tra le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smemo.it/shareimagegroup.web?id=3431">Matteo Squadrani</a> è un ragazzo di <strong>Coriano</strong>, e dal suo <a href="http://msquadrani.jimdo.com/">blog</a> oggi pensa a <strong>Marco</strong>. Queste sono le sue parole, quelle che noi fatichiamo a trovare.</p>
<blockquote><p>&#8220;Ribadisco che ancora non ci credo&#8230;e forse non ci crederò ancora per un bel pò.<br />
Ti viene a mancare una persona semplice, che vedevi spessissimo con la sua ape tra le campagne corianesi e ,a piedi ,sulla spiaggia riccionese.<br />
Sic per noi della provincia, non era solo un bravissimo pilota, ma era un cittadino, meglio dire, un paesano: &#8216;ci facevi e non ci facevi caso&#8217; quando passava, perchè aveva la tua stessa naturalezza.<br />
Ecco perchè l&#8217;angoscia: l&#8217;angoscia che senti quando muore &#8216;uno&#8217; del posto, e non uno che vedi in TV, uno che senti sopra tutti&#8230;muore Marco, un ragazzo di Coriano, che andava in Moto&#8221;.<br />
Inizio l&#8217;articolo con il mio stato facebook, perchè rileggendolo ogni qualvolta, tremo: leggere esattamente le proprie emozioni non è facile, e se queste sono di un enorme tristezza, è quasi impossibile.<br />
Marco Simoncelli nasce a Cattolica il 20 Gennaio dell&#8217; 87, vive da pilota, è fortissimo, tutti lo conoscono nella sua zona sin da giovane, e diventa presto eroe cittadino della sua Coriano, il suo paese, del quale lui va fierissimo, e sul quale puntualmente insiste sempre di esserne abitante.</p>
<p>Un &#8216;patacca&#8217; riminese, diremmo noi, uno della nostra compagnia, uno che puoi beccare in bici da corsa per strada per quelli come me, appassionati di ciclismo, oppure con la sua ape giù dalla Via Marano;</p>
<p>&#8220;quando lo vedi lo puoi salutare, anche se non lo conosci, perchè è Marco, quel bravo ragazzo che va forte in moto, è amico di &#8216;Tizio&#8217;, ed io lo conosco di vista&#8230;ha piacere se gli fai un urlo quando lo vedi!&#8221; sono frasi normalissime qui da noi, nel nostro lembo di terra, perchè Marco era come un compagno di scuola, come un ragazzo del Bar vicino a casa.</p>
<p>Non sarà lo stesso per tanti di noi non vederlo più in moto, ma soprattutto non vederlo al mare, non vederlo in passeggiata a Riccione, non vederlo in bici, o non vederlo nelle numerosi manifestazioni benefit, al quale lui amava partecipare, anche per stare a contatto con la sua gente, i suoi amici.<br />
Ciao burdel.
</p></blockquote>
<p><img src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQxSxpPLWdESi6NmXeWqFoHsTg-J9SzEikphsqwpydkPYDDv_Pj" alt="simoncelli marco patente" /></p>
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		<title>Roma, manifestazione e scontri: l&#8217;editoriale di Marilungo</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 21:06:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.rumor</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.smemoranda.it/2011/10/roma-manifestazione-e-scontri-leditoriale-di-marilungo/marilungo/" rel="attachment wp-att-595"><img src="http://blog.smemoranda.it/wp-content/uploads/2011/10/marilungo.jpg" alt="" title="marilungo" width="500" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-595" /></a></p>
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