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Michela Murgia vince il premio Campiello

lunedì, 6 settembre 2010

Accabadora. Ma che significa?

È la donna che dà la morte a chi non può più sopportare la vita, a chi da troppo tempo è su questo mondo. Non un’assassina, ma una liberatrice. Succedeva – forse, ma forse non è vero – in Sardegna fino a poco tempo fa. Dell’Accabadora, ma pure di molte altre cose, parla il libro di Michela Murgia.

Noi, quel libro, lo abbiamo amato. E pare sia piaciuto assai anche ai giurati del Campiello, uno dei più importanti premi letterari italiani.

michela murgia

Così, sembra proprio che scrivere per Smemo porti bene: l’anno scorso Tiziano Scarpa aveva vinto il premio Strega, quest’anno Michela il Campiello. Eh, già: Michela ci ha fatto l’onore di scrivere un racconto per la Smemo 12 mesi 2011: L’immagine del cane, si intitola. Non parla di cani, quasi per niente. Ma è molto bello.

Complimenti a Michela per il premio. E per la dedica: a Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana che rischia un’assurda morte per lapidazione nel suo paese. Ci uniamo a Michela, e a tutti quelli nel mondo che chiedono di non eseguire quella condanna.

sakineh

Chiuso per ferie

venerdì, 6 agosto 2010

chiuso per ferie

Lo SmemoBlog va in vacanza con Smemoranda.it, a godersi venti splendidi beautiful days. Smemoranda, intanto, è pronta per regalarvene molti altri, da settembre in poi…

Intanto, potete continuare a iscrivervi alla fan page della Smemo su Facebook, e soprattutto al nuovo, fiammante social network Smemo.it!!
smemoit

Rubare alla scuola per dare all’esercito??

lunedì, 2 agosto 2010

Notizia sconcertante:

Roma, 31 lug. (Apcom) – A partire dal prossimo anno scolastico i residui non utilizzati del fondo finanziario delle scuole non rimarranno più a disposizione degli istituti per essere riutilizzati l’anno successivo, ma serviranno a finanziare i corsi di tre settimane, voluti dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, per avvicinare gli under 30 alle forze armate: il provvedimento è contenuto nella manovra finanziaria, la legge 122, il cui testo è stato pubblicato nel supplemento ordinario della gazzetta ufficiale del 30 luglio.

Nella legge di riordino dei conti pubblici si stabilisce che le somme risparmiate potranno essere riutilizzate per gli stessi scopi nell’anno successivo ma “al netto di quanto previsto all’articolo 55, comma 7-bis, lettera c)”: ciò significa che almeno una parte delle risorse finalizzate alla “diffusione dei valori e della cultura della pace e della solidarietà internazionale tra le giovani generazioni” – in particolare 5.772.720 euro per il 2011 ed una cifra analoga per il 2012 – verranno prelevate dai fondi non utilizzati per vari motivi dalle oltre 10mila scuole italiane.

Non solo per il contenuto, ma anche per la forma: com’è possibile che l’avvicinamento dei ragazzi alle forze armate venga chiamato “diffusione dei valori e della cultura della pace”?? Speriamo in un pesce d’agosto. Un brutto scherzo.

castoro

Un altro post che non vogliamo scrivere

lunedì, 26 luglio 2010

Cos’è successo, lo sappiamo tutti. Rimane assurdo.

Avremmo potuto fare finta di niente, oggi. Pubblicare un video divertente, magari.
Impossibile. Che il più importante evento musicale dell’ultimo decennio sia diventato una tragedia di questa portata, è, semplicemente, ingiusto. Un’ingiustizia che non riusciamo neppure a concepire.

Per non dimenticare L’Aquila

lunedì, 5 luglio 2010

Piano piano, la memoria inizia a cedere. Eppure, nel nostro paese, c’è ancora gente che vive nel modo raccontato da questa lettera, pubblicata dal sito peacereporter.it:

Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere. Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. E io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio.
Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l’Ici e i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla.
Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2mila euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta.
Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma. La sento respirare pesantemente.
Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz’anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri.
Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo.
Le racconto di una città che muore. E lei mi risponde, con la voce che le trema.
“Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi.
Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo.”

Noi forse non siamo esattamente stampa, ma lo scriviamo. E non dimentichiamo.

l'aquila com'era
l'aquila com'è

CLAUDIO TROTTA ASSOLTO PER I 22 MINUTI DI SPRINGSTEEN A SAN SIRO

sabato, 3 luglio 2010

Dopo la lettera aperta del nostro direttore, arriva finalmente una buona notizia. La rilanciamo volentieri:

springsteen

“Il fatto non costituisce reato”. Respinta in toto la richiesta del Pubblico Ministero.
Soddisfazione anche per le assoluzioni di Vittorio Quattrone e dell’Arci Milano.

“Sono contento, sicuramente, dell’esito del processo, anche perché arriva in contemporanea all’assoluzione di Vittorio Quattrone per i concerti di Lenny Kravitz e Subsonica all’Arena Civica e a breve distanza da una sentenza simile nei confronti di Emanuele Patti dell’Arci di Milano che sfruttava gli spazi della Cascina Monlué (storico sito per eventi musicali estivi meneghino in prossimità di viale Forlanini)”, ma questo è solo l’inizio”.
Così Claudio Trotta, titolare di Barley Arts, a seguito dell’assoluzione al termine del processo penale che lo vedeva imputato per i 22 minuti di concerto oltre il limite orario che Bruce Springsteen aveva tenuto il 25 giugno 2008 a Sansiro, di fronte a 65.000 fan in visibilio.

trotta e springsteen

La soddisfazione per l’esito positivo del processo – “Assolto perchè il fatto non costituisce reato” – non fa perdere di vista a Trotta i diritti della musica per i quali da sempre si batte. “Il risultato ottenuto non cancella una ferita che resta profonda. Durante le udienze sono state dette cose molto gravi: Springsteen, addirittura, è stato accusato di farsi pagare a minuti per concedere bis. La parte civile, oltre alla mia condanna, aveva chiesto anche un risarcimento pro-capite di 3000 euro con provvisionale. Questa è una gravissima mancanza di rispetto non solo nei miei confronti e nei confronti di Springsteen, ma anche – e soprattutto – nei confronti del pubblico, che ormai – in una città come Milano che ha velleità di polo culturale non solo italiano ma anche europeo e mondiale – viene considerato solo in quanto elettore e consumatore. Mi piace pensare invece ad un insieme di persone che possono gioire liberamente e godere della vita assistendo ad un bello spettacolo”.

Milano, 2 Luglio 2010 www.barleyarts.com

Qui il pezzo che Billboard ha dedicato alla notizia.

Maturità 2010: temi e tracce

martedì, 22 giugno 2010

Arrivano le prime indiscrezioni sulla prima prova della maturità 2010.

Pare che siano usciti: Primo Levi, le foibe, i giovani e la politica (con allegato un brano di Mussolini!), “siamo soli?” (sì: gli ufo!), la ricerca della felicità, la musica nella società contemporanea.

Cosa scegliere?
Pensiamoci su:
primo levi
Due palle.

foibe
Su questo, c’è in giro troppo revisionismo. Il giorno del ricordo è argomento scivoloso, per non dire sospetto…

ufo
Questo spacca. Telefonare a Fox Mulder dal bagno.

felicità altan
Non è male. Peccato che odiamo Muccino.

renzo bossi
Su giovani e politica, qualcosa da dire ci sarebbe…

Risultato: MUSICA, TUTTA LA VITA.

(Ah, fateci sapere com’è andata!)

Pititinga: la prima pietra della Pousada da Juventude

lunedì, 21 giugno 2010

Ecco le immagini della cerimonia ufficiale, alla presenza di Enrico Bertolino, Edna Galvao, del vicepresidente Brio e del sindaco di Pititinga.

Cos’è la Pousada da Juventude?

Tutto il resto su www.pititinga.it

Gli eroi son tutti giovani e belli

lunedì, 14 giugno 2010

Sarà scontato, comunque: auguri.

Bocciati d’Italia

sabato, 12 giugno 2010

Renzo Bossi

Pare che quest’anno abbian bocciato più gente. Sui giornali si legge:

Nel 2010, stando ai primi dati comunicati dal ministero dell’Istruzione, il 6,1% degli studenti che avrebbero dovuto sostenere la maturità non sono stati ammessi alla prova finale. Un dato in aumento, visto che nel 2009 la percentuale era stata del 5,5%.

Cresce anche il numero dei bocciati nei primi quattro anni delle scuole superiori: rispetto all’11,7% dei non ammessi alla classe successiva del precedente anno scolastico, quest’anno nelle stesse scuole la percentuale sale al 13,1%.

La scuola è diventata più severa? Gli studenti non ce la fanno più?
O forse, son solo cose che capitano. Dillo a quelli che son stati bocciati…