Com’è che dicono: Save the date?
Che palle, ’sti inglesismi.
Ma possiamo anche dirlo all’italiana: siateci. Dove? Alla Giornata Internazionale per il Diritto allo Studio. Per diversi motivi, tutti buoni:
Per difendere il diritto allo studio, per dire che senza investire sulla conoscenza il lavoro di domani non esiste. Per dire che non sopportiamo più la precarietà come unica risposta alla disoccupazione. Per un mondo più giusto, meno orientato ai consumi sfrenati, più rispettoso verso l’ambiente. Noi ci siamo. (© Federazione degli Studenti)

Ma soprattutto, contro i tagli alla scuola. Già pare che nelle scuole pubbliche stiano prendendo piede nuove mode:
- In classe si sta in 30-35, così, uno sopra l’altro, magari si risparmia pure sul riscaldamento.
- L’orario si riduce. E magari si arriva pure alla settimana corta. Che lì per lì, fa pure piacere. Rimanere ignoranti, in fondo, si può anche accettare, in cambio di un paio d’ore libere… No?????
- I presidi di alcune scuole devono occuparsi anche di altri istituti limitrofi. Il che significa, che praticamente non avranno molto tempo e risorse da dedicare alle scuole più piccole.
- Molto interessante anche la tendenza alla scuola vintage: qualche strappo, qualche buco, un po’ di infiltrazioni, daranno carattere al vostro edificio scolastico!
Ricordiamo che i tagli NON colpiscono le scuole PRIVATE. Un altro bel segnale. Ce n’è abbastanza per essere almeno un po’ incazzati, no?