Archivi per la categoria ‘2012’

La Sveltina con Claudio Bisio: Benvenuti al Nord

giovedì, 16 febbraio 2012

Per la serie Sveltine: un botta e risposta e via, Claudio Bisio ci racconta, in 1 minuto e 45 tutto il suo nuovo film BENVENUTI AL NORD, già nelle sale!

La sveltina con Giovanni Vernia (e Jonny Groove): Ti stimo fratello

domenica, 12 febbraio 2012

Per la serie Sveltine: un botta e risposta e via, Giovanni Vernia e suo fratello Jonny Groove ci raccontano, in 1 minuto e 27 tutto il loro nuovo film TI STIMO FRATELLO, nelle sale dal 9 marzo!

A Zelig si balla…

venerdì, 10 febbraio 2012

Stasera torna Zelig.
Le ballerine del programma ci hanno mandato un saluto che ha lasciato storditi a terra i ragazzi della redazione. E pure qualche ragazza.

La sveltina (con Enrico Bertolino): Milano ti fa ammalare

martedì, 7 febbraio 2012

“I milanesi non hanno tempo. Se parlate con loro, uomo o donna è indifferente, e state esprimendo un punto di vista, commentando un’affermazione, insomma dialogando, il vostro interlocutore entro massimo un minuto distoglierà lo sguardo, inizierà a dare segni di nervosismo oppure a guardare l’ora con movimenti repentini dell’avambraccio e ripetuti a distanze sempre più brevi. Non è cattiva educazione (in realtà sì, ma questo è un libro che i milanesi li difende) ma un gesto che va recepito come cortesia, il preciso avvertimento che il tempo a Vostra disposizione è irrimediabilmente scaduto e che è meglio risentirsi più in là, a data da destinarsi. […] Il perder tempo, il farlo perdere agli altri, è una delle maggiori ossessioni dei milanesi, tanto che rimpicciolire il tempo è una delle perversioni verbali più sentite in città: “Hai un attimino”, “Mi fermo ancora solo un minutino”, “Ci vediamo una mezz’oretta, di più non posso”. Curioso come certi diminutivi generino, se presi complessivamente, un superlativo assoluto, visto che fanno cagarissimo.”

Enrico Bertolino, Pirla con me – da Milano si può guarire, Mondadori 2012

Ah, il gran rumore che sentite in sottofondo è il backstage dello Zelig al teatro Arcimboldi: non avevamo TEMPO di filmare da un’altra parte!!!

Scrittori + radio = Autorevole

mercoledì, 1 febbraio 2012

Il progetto l’ha curato Sergio Ferrentino, partecipano un sacco di scrittori bravi (e pure vecchie conoscenze di Smemoranda): Carlo Lucarelli, Pino Corrias, Sandrone Dazieri, Massimo Carlotto, Andrea Bajani.

Gli autori, quando non si occupano di romanzi, scrivono sceneggiature cinematografiche o fiction televisive, oltre a copioni teatrali, spot pubblicitari, fumetti, blog, post su facebook, cinguettii su twitter e graphic novel. Pochi si confrontano con la drammaturgia radiofonica. Parliamo dei radiodrammi, cioè storie concepite espressamente per l’oralità. Parliamo di storie narrate da suoni e da parole, da musiche ed effetti che, mixati insieme, costruiscono l’immagine acustica, l’elemento centrale per vedere attraverso un mezzo non vedente come la radio.

Alcuni autori più importanti – Bajani, Carlotto, Corrias, Dazieri, Lucarelli – hanno raccolto la sfida con questa tecnica di narrazione. Ognuno di loro scriverà, quindi, una storia originale che verrà adattato in audiodramma, ma nessuna di queste storie verrà trasmessa per radio: diventerà una registrazione, un podcast. Un complesso sonoro organizzato acquistabile e scaricabile da internet.
La registrazione dell’audiodramma avverrà a l’Elfo Puccini di Milano, trasformato per una sera in una radio.

Gli spettatori, dotati di cuffie, vedranno gli attori muoversi in funzione del microfono e della parola, sentiranno sbattere porte che nessuno ha chiuso e ascolteranno musiche che nessuno sta suonando. Il pubblico potrà assistere a scene in apparenza contraddittorie, come un personaggio che saluta tutti e poi non se ne va.

Basterà chiudere gli occhi per accorgersi che quel personaggio non parla più al microfono da tempo. È come se fosse andato via. Insomma, quanto avverrà sul palcoscenico sarà al servizio di un’unica dimensione, quella dell’ascolto. Per il pubblico sarà come entrare in uno studio radiofonico mentre è accesa la lucina rossa della registrazione.

Orson Welles diceva che la radio è il contrario del cinema muto: sentire ma non vedere. Nella sala Bausch dell’Elfo Puccini, per cinque serate, la radio si potrà anche vedere.

Ne stanno parlando, ora, qui: http://www.fonderiamercury.it/diretta.html

Guarda in diretta la conferenza stampa con gli autori!

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Micro-inchiesta: come vi vedete?

lunedì, 23 gennaio 2012

Matteo Squadrani è un ragazzo romagnolo che, sul suo blog, ha realizzato un’interessante inchiesta sui ragazzi e la politica. La rilanciamo, e vi chiediamo: voi come rispondereste alle domande di Matteo?

I neomaggiorenni sono degli anni 93 e 94, sono i giovani che hanno vissuto a cavallo fra i 90 e i 2000, ragazzi che sono stati in bilico fra un falso benessere e la crisi mondiale, ragazzi che di politica ne hanno conosciuta ben poca, ragazzi che grandi cambiamenti non ne hanno visti…ragazzi che in fondo non conosciamo e che magari non si conoscono fra loro.
Allora per rispondere alle mie domande e alle mie curiosità, ho provato, a fargli qualche domanda:

Giorgia -17 anni, abita a Cattolica(RN) e frequenta il Liceo Scientifico
Cos’è per te la scuola?
La scuola può apparire noiosa, ma serve a formare e assegnare un futuro per il singolo; accompagna il giovane nella fase formativa.
E ti piace la tua scuola?
Mi piace, anche se preferivo le arti, e le preferisco tutt’ora; sono comunque felice della scelta che ho intrapreso.
Cos’è per te la politica in generale, e la politica italiana?
Io e la politica non andiamo d’accordo: devo dire la verità, cioè, di non essere informata a riguardo, e la scuola, devo dire, pure lei la trascura come me.
C’è un personaggio storico in particolare, che ami e che ti piacerebbe rivedere nella società attuale o alla guida di questa Italia?
Non lo so; non amo la storia ed il professore che me la insegna…devo dire però, che Aristotele mi ha sempre affascinato, come anche Bacone, perchè hanno una visione particolarmente schematica della realtà: concetti schematici distinti e concreti.
Ma hai fiducia nello stato?
Non mi da fiducia, però il cambiamento lo dobbiamo volere concretamente, e il concretamente passa per forza dallo stato.
Come ti vedi fra qualche anno?
Mi vedo studente, a cercare il meglio per me ed il mio futuro.

Martina -18 anni, abita a Poggio Berni di Santarcangelo(RN) e frequenta il Liceo Psicopedagogico
Cos’è per te la scuola?
Uno sbocco sul futuro e, da quest’anno, qualcosa di interessante e veramente piacevole.
Cos’è per te la politica in generale, e la politica italiana?
La politica è un buono sbocco sociale per i giovani e per il futuro, ma il partitismo è troppo forte e la burocrazia pure; la politica deve essere un “brainstorming” di idee ma non un luogo di plagio.
Invece oggi la politica italiana è governata da anziani che non riescono a relazionarsi coi giovani, quindi col futuro del nostro paese.
Hai preferenze?
La mia preferenza va a Rifondazione Comunista, ma in generale a tutti i partiti di matrice comunista.
Tenendo conto degli enormi disequilibri che tutti conosciamo, si può cambiare la società?
Si potrebbe pensare a dei cambiamenti:
1-svecchiamento della politica per l’avvicinamento giovanile;
2-sburocratizzare i partiti anche per rendere più interessante il partito stesso, e rendere il tutto più leggero e alla portata dei giovani;
3-una ridistribuzione equa del reddito: Monti invece che multare il piccolo impresario, già indebolito molto dalla Legge Biagi, dovrebbe, per esempio, agire sui grossi “padroni” di multinazionali ed aziende di grandi dimensioni;
4-leggi che impediscano una grossa immigrazione di imprese italiane all’estero.
Come ti vedi fra qualche anno?
Mi vedo all’estero, dopo gli studi di psicologia: specializzata in criminologia, possibilmente a Parigi, nel Quartiere Latino.

Matteo -17 anni, abita a Riccione(RN) e frequenta il Liceo Scientifico
Cos’è per te la scuola?
Bella domanda…la scuola è scoprire cose nuove, magari superficialmente non sembra ma sicuramente è così.
E ti piace la tua scuola?
L’argomentazione scientifica mi piace molto.
Cos’è per te la politica in generale, e la politica italiana?
Penso che sia un branco di imbecilli, che pensa al proprio bene senza pensare al bene comune.
C’è un personaggio storico in particolare, che ami e che ti piacerebbe rivedere nella società attuale o alla guida di questa Italia?
Martin Luther King…una causa difficilissima che lui e pochi altri sono riusciti a sposare, seguire e, nel suo caso, a morire per difendere.
Tenendo conto degli enormi disequilibri che tutti conosciamo, si può cambiare la società?
Qualcosa si può sempre fare, nulla è impossibile, la società però è difficile da cambiare e noi non possiamo fare, realisticamente, qualcosa di decisivo: comunque non è motivo di smettere di seguire idee ed ideali.
Come ti vedi fra qualche anno?
Spero di vedermi tra qualche anno sui libri ancora, possibilmente mantenendomi gli studi per realizzarmi al 100%.

Marco -18 anni, abita a Rimini e frequenta il Tecnico per Geometri
Cos’è per te la scuola?
Un luogo che ti dovrebbe formare, preparare a un dopo non semplice; io non la vivo come un peso, sento che l’imparare mi piace, tolte le valutazioni… serve per formare idee e testa propria.
E ti piace la tua scuola?
Si…è una scuola valida che deve piacere e che consegna un buon mestiere in mano.
Cos’è per te la politica in generale, e la politica italiana?
Mi fa incazzare la politica: è una frase fatta, ma è tutta corrotta, perchè chiunque va li per sistemare se stesso.
Cosa sai della crisi e di tutta questa serie di “complicazioni” varie?
Per noi, la crisi oggi si sente, e secondo me lo sbaglio grosso fu quello di entrare nell’euro; non so se poteva essere prevedibile tutto questo impoverimento, ma è arrivato…
Tenendo conto degli enormi disequilibri che tutti conosciamo,si può cambiare la società?
Si può rimediare alle cose che non ci vanno a genio: informandosi ed informando.
Cosa pensi di questa generazione, e la riusciresti a mettere a confronto con quelle passate?
Da fine anni 80 ed inizio 90 c’è una generazione meno menefreghista, che comunque mantiene un abisso di gap sfavorevole nei confronti di quella deglia nni 50 e 60; lotte di cambiamento hanno animato e fatto crescere le coscienze e i diritti delle persone, oggi noi ci stiamo muovendo: manifestazioni, indignados ecc…ci si prova!

Alfonso – ha 18 anni, abita a Rimini e frequenta il Tecnico per Geometri
Cos’è per te la scuola?
La scuola è un modo per formare verso un obiettivo lo studente: un obiettivo non concreto e reale però dal momento in cui un ragazzo di 13 anni non conosce le sue vocazioni e passioni; la scuola è come la politica: i Prof. hanno il loro potere, favoriscono i loro “cocchi” e se la prendono con i meno bravi, i “poveracci”…che vengono torturati e mai aiutati: come il popolo.
… e quindi cos’è per te la politica?
La politica è corruzione: sono tutti privilegiati, ed è tutta una casta.
Hai preferenze politiche?
No: non seguo la situazione, ma ahimè ho poca curiosità e poca cultura: è colpa mia, ma sono così. Rino Gaetano cantava tutto il mio pensiero in “Nun te reggae più!”
Tenendo conto degli enormi disequilibri che tutti conosciamo,si può cambiare la società?
L’idea di poter cambiare e portare una buona politica e delle buone idee, c’è in me come in tanti giovani che hanno voglia di fare… ma poi tutti sono corruttibili, e tutti diventano come loro che sono lassù.
Credi quindi che non ci sia soluzione?
Anche se ci si muove non abbiamo potere, non riusciremo a cambiare nulla… Il potere è irrimovibile e le manifestazioni ormai o finiscono in violenza o sono nulle e settarie.
Non c’è soluzione.

Paolo -ha 18 anni, abita a Viserba di Rimini e frequenta il Tecnico per Geometri
Cos’è per te la scuola?
La scuola per me dovrebbe essere educazione, ma invece è un punto di domanda…
Cioè?
Non da agli studenti gli strumenti necessari per imparare a vivere.
Cos’è per te la politica in generale, e la politica italiana?
La politica è corruzione: il politico tende all’egoismo…
E la politica si può cambiare?
Si, se incentiviamo una rimodernizzazione ed uno svecchiamento della classe politica perchè il giovane oggi, può portare uno spezzone di società all’interno, direttamente, dei palazzi, diversamente dal vecchiume.
Cosa sai della crisi e di tutta questa serie di “complicazioni” varie?
La crisi non è mai stata fronteggiata seriamente dalla politica, nascondendo sempre le cose più ovvie da poter ridurre, tagliando poi sempre al fardello della società più povero e impotente.
Tenendo conto degli enormi disequilibri che tutti conosciamo,si può cambiare la società?
Tutti i disequilibri sono causati dall’egoismo del singolo per raggiungere il capitale; si può cambiare, in molto tempo, ma solo se:
1-ognuno di noi cambia dentro moralmente parlando;
2-ci sono controlli seri e validi su tutti i cittadini;
Hai preferenze politiche?
Non sono all’altezza di sapere cosa vendono i politici, ma apprezzavo Beppe Grillo.

Sara -ha 17 anni, abita a Viserba di Rimini e frequenta il Liceo Classico
Cos’è per te la scuola?
Per me è un posto che vivo in maniera contrastante, perchè da una parte mi matura e mi fa crescere ma dall’altra mi fa nutrire odio nei suoi confronti e mi arricchisce di rimproveri e umiliazioni, soprattutto da me stessa.
E ti piace la tua scuola?
Mi piace, ma la odio; avrei voluto fare altro, ma sono anche consapevole del fatto che sia la scuola più adatta a me.
Cos’è per te la politica in generale, e la politica italiana?
Per me la politica è una cosa distante e che conosco in maniera molto superficiale.
C’è un personaggio storico in particolare, che ami e che ti piacerebbe rivedere nella società attuale o alla guida di questa Italia?
Bhè…poltico storico, sicuramente Gramsci, Matteotti ed in parte anche gli antichi greci.
Tenendo conto degli enormi disequilibri che tutti conosciamo, si può cambiare la società?
Agire per risolvere la crisi economica e societaria: è giusto informare, però se la situazione è tragica bisogna partire.
Cosa significa partire?
Azioni emblematiche da parte dei politici, prima di tutto: e poi anche iniziative no profit e coinvolgenti per cittadini, migranti e altre realtà attive, di diverso tipo, per rafforzare prima di tutto la nostra comunità e riprenderci in maniera societaria ed economica nel nostro piccolo, intanto.
Come ti vedi fra qualche anno?
In giro per il mondo con una casa, fuori città, stabile…e con due figli.

Concludo queste interviste, con una mia riflessione. Durante le chiamate e i colloqui con i ragazzi, ho notato imbarazzo, di fronte a certe domande. Ma se i giovani non si fanno da soli queste domande basilari, i professori di scuola, in classe, ci stanno solo per spiegargli I promessi sposi e l’inno di Mameli?
Cercate come cittadini di avere un contatto diretto con le realtà giovanili, e cercate di non lasciare mai soli i ragazzi, perchè il futuro, passa sempre da loro. Ed è stupido tenerli lontani dalla realtà, che è sempre dura quando sbatte contro i loro corpi (i nostri corpi, vista la mia età).

Forgotten Diaries, Diari dimenticati – 5: il 2012 è arrivato (anche in Armenia)

giovedì, 19 gennaio 2012

Riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro di qualche giorno, fino al primo gennaio, per ascoltare il racconto di un capodanno molto particolare…

Quello vissuto da Arevik, blogger e studentessa in comunicazione di 19 anni, armena.

Decoriamo le case con l’albero di Natale e decorazioni tradizionali, facciamo shopping per arricchire le nostre tavole con vari piatti e bevande, perché il tesoro principale del nuovo anno per la maggior parte degli Armeni è una tavola ricca. Facciamo del nostro meglio per soddisfare i nostri ospiti e fargli credere che i nostri piatti siano i più gustosi e i più singolari.

In Armenia le feste di fine anno non sono su invito, e la casa è solitamente aperta a tutti. Il capodanno è forse l’unico momento dell’anno in cui ogni famiglia armena ha circa 25-30 persone a casa. Anche se può sembrare un po’ insolito per voi, gli Armeni non attendono un invito particolare per visitare la casa di qualcuno durante le festività. Le porte di tutti sono aperte a parenti, vicini e lontani, e agli amici. Una grande opportunità per incontrare quelli che abbiamo visto magari solo una volta o che non abbiamo visto affatto durante l’anno passato. La gente ama questa festa, anche perché dura davvero molto: quasi per 2 settimane, tra Natale il 6 gennaio. La festa vera naturalmente inizia alla mezzanotte del 31 dicembre, con i fuochi d’artificio. Nei giorni successivi abbiamo un sacco di ospiti, naturalmente riceviamo anche regali interessanti. Ogni casalinga offre i suoi piatti meravigliosi e naturalmente insieme al cibo abbiamo anche un sacco di vino armeno.

Brindiamo per tutti coloro che sono vicino a noi: per i nostri genitori, figli, parenti e amici; per ogni cosa buona che ci aspettiamo per il prossimo anno: salute, felicità, fortuna, benessere; e per ciò che abbiamo avuto fino ad ora. Ma la cosa più importante che vorrei ricordare è che non importa che tipo di festa è, ogni armeno brinda sempre per la pace. Sin da bambina ho partecipato a migliaia di brindisi, ma i brindisi per la pace sono sempre stati molto particolari, perché sono stati pronunciati da coloro che hanno provato sulla pelle la guerra e le terribili circostanze ad essa legate. E sono felice che nonostante questa esperienza terribile, le persone abbiano ora speranza per un futuro di pace. Spero che in futuro, quando berremo per la pace, diremo: ‘Grazie a Dio l’abbiamo ottenuta. Ora è il momento di nutrirla’.

An evening with Marracash

venerdì, 13 gennaio 2012

Milano, Alcatraz, 12 gennaio 2012
Ultima data del King del Rap Tour

Questo, prima:

Questo, dopo:

Auguri, Enzo!

martedì, 3 gennaio 2012

Argh, siamo in ritardo!
Speriamo li accetti lo stesso…