
Copiare? Non è mica sbagliato. Siamo nell’epoca del remix, del campionamento, della riproducibilità dell’opera d’arte. Però, bisogna saperlo fare. Anche perché è facile, facilissimo essere scoperti. La prima regola è: non copiare UGUALE UGUALE; la seconda: non copiare dalla fonte che conoscono TUTTI, MA PROPRIO TUTTI.
Ecco, pare sia successa una cosa divertente: il ministero dell’istruzione ha scopiazzato, e si è fatto pure scoprire. Marco Salvia scrive oggi su L’Unità che nell’opuscolo “I testi della memoria”, distribuito dal ministero della Pubblica Istruzione in tutte le scuole, ci sono brani copiati da… Wikipedia. Esatto. Che fantasia, ragazzi! Pensavate davvero che non se ne accorgesse nessuno?
Lo Statuto albertino è scopiazzato da questo pezzo da Wikipedia. Dove si legge: «Lo Statuto del Regno o Statuto fondamentale della Monarchia di Savoia 4 marzo 1848, noto come Statuto albertino dal nome del Re che lo promulgò, Carlo Alberto di Savoia-Carignano, fu lo statuto adottato dalRegno sardo-piemontese il 4 marzo 1848 e fu definito, nel Preambolo autografo dello stesso Carlo Alberto, è «Legge fondamentale perpetua ed irrevocabile della Monarchia sabauda… ».
Nelle Note Storiche a pag. 21 del libercolo, il pezzo su Carlo Alberto Amedeodi Savoia è sottratto a questa parte di Wikipedia: «Carlo Alberto Amedeo di Savoia detto “il Magnanimo” (francese: Charles-Albert; piemontese Carl’Albert; Torino, 2 ottobre 1798 – Oporto, 28 luglio 1849) conte di Barge, settimo Principe di Carignano e Re di Sardegna dal 1831 al 1849. Ha legato indelebilmente il suo nome alla promulgazione… ». Poi, le note su Mazzini ad esempio, così come varie altre, sono parimenti scritte con lo stesso metodo…
Molto divertente. Adesso, vorremmo controllare noi… chi posta l’opuscoletto? Lo cerchiamo.









