Venerdì + 17…

 

Per la smorfia napoletana il 17 indica “la disgrazia”; se capita di venerdì è meglio non uscire di casa, negli alberghi la stanza corrispondente non esiste: ma perché questo numero porta sfortuna?

Una spiegazione molto accreditata risale all’antica Roma. Il 17 era considerato un numero nefasto, perché la sua rappresentazione in cifre romane – XVII – era un anagramma di VIXI che, in latino, significava “vissi” e, di conseguenza, “sono morto, non vivo più”.
Secondo altri, la credenza avrebbe origini molto più antiche: nella Bibbia il diluvio universale iniziò il 17° giorno del secondo mese e terminò il 17 del 7° mese, quando Noé raggiunse l’Ararat. E ancora, sembra che Gesù fu crocifisso di venerdì 17…
Secondo Plutarco, i pitagorici avevano orrore del numero 17, perché intermedio tra 16 e 18, gli unici due numeri che rappresentano contemporaneamente la superficie e il perimetro di uno stesso quadrilatero, essendo 16 = 4 + 4 + 4 + 4 = 4 × 4 e 18 = 3 + 3 + 6 + 6 = 3 × 6.
La fama iettatoria del numero 17 si sarebbe rafforzata, in epoca moderna, con la sfortunata vicenda del mancato re Luigi XVII che, in piena Rivoluzione francese, non salì mai al trono e morì in carcere.
Secondo la Cabbala ebraica, invece, il 17 è un numero propizio, perché è il risultato della somma del valore numerico delle lettere ebraiche têt (9) + waw (6) + bêth (2), che lette nell’ordine danno la parola tôv “buono, bene”.
Molte persone sono scaramantiche e lo sono indipendentemente dalla loro cultura, razza, etnia, classe sociale o professionale. Ritroviamo le superstizioni in tutte le popolazioni del mondo e in una grande varietà di forme.

Piccolo “dizionario” delle più diffuse superstizioni:
Agrifoglio: augura benessere e prosperità. Da regalare a Natale in una scatola che dev’essere aperta solo dopo Capodanno: solo così aumenta la sua potenza.
Arcobaleno: tutte le volte che ne vedete uno, esprimere un desiderio, si avvererà certamente.
Bottone: trovarne uno significa contrarre una nuova amicizia.
Capodanno: porta fortuna incontrare una persona di sesso opposto la mattina di capodanno, mentre è presagio di guai vedere invece un cavallo bianco (per la verità, cosa poco facile!).
Mangiare lenticchie, uva o datteri, la notte di San Silvestro, significa propiziarsi la fortuna economica durante l’anno.
Cappello: porta male posarlo sul letto.
Cucchiaio: porta sfortuna tenerlo con la mano sinistra.
Ferro di cavallo: è un segno di fortuna trovarne uno, va appeso in casa.
Forbici: se cadono a terra, prima di raccoglierle, posarvi il piede sopra per annullare il cattivo presagìo. Se, cadendo, una delle lame si conficca nel terreno è presagio di morte.
Incrociare: scarpe, posate o altri oggetti porta sfortuna perché, in epoca medioevale, erano considerate un’offesa alla Croce di Cristo.
Neonato: non va mai baciato sul collo, altrimenti perde il sonno.
Ombrello: è presagio di sventura aprirlo in casa.
Pane: posto a rovescio sulla tavola, porta carestia.
Piselli: sono il simbolo della felicità e della fortuna. Nell’antichità, con i loro fiori si intrecciavano coroncine da offrire alle spose.
Quadrifoglio: porta fortuna e felicità, ma non lo si deve cogliere, basta guardarlo e toccarlo.
Ragno: vedere un ragno di sera è segno di bel tempo. Porta sfortuna, invece, uccidere un ragno di notte o al mattino.
Sale: anticamente simbolo di amicizia, tant’è che si poneva una coppa di sale davanti ai commensali. Un giorno, pare che un invitato abbia inavvertitamente fatto cadere la coppa sul tavolo, suscitando l’ira del padrone di casa il quale, sguainata la spada, uccise il poveretto. Sembra che l’episodio abbia fatto nascere la credenza che versare il sale porti sfortuna.
Scala: porta sventura passare sotto una scala perché, formando un triangolo, è simbolo della Trinità e quindi si mancherebbe di rispetto.
Se una nubile passa sotto una scala aperta o appoggiata al muro non si sposerà. Se, invece, inciampa sui gradini di una scala, convolerà presto a nozze.
Scopa: se con la scopa si toccano i piedi di una nubile, questa non si sposerà.
Soldi: trovare una moneta porta fortuna e va conservata. Sono di felice augurio i soldi bucati, le monete coniate negli anni bisestili e quella vaticane che portano l’anno del Giubileo.
Specchio: romperlo preannuncia sette anni di guai.
Venerdì: “Né di Venere né di Marte, non si sposa non si parte, né si dà principio all’arte” recita un proverbio.
Mai uscire di casa il venerdì notte: streghe e diavoli sono in agguato, ma se proprio si dovesse farlo, bisognerebbe strappare un pelo (possibilmente rosso) a una cane e conservarlo nel taschino.

Lascia un Commento