Mettersi in gioco

“Quando ero sbarbato giocavo / ai Playmobil ma soprattutto al Meccano.”

(Dargen D’Amico, Al Meccano, 2008)

“Chi come ma ha vissuto la sua infanzia almeno un paio di decenni fa, ricorderà con un pizzico di nostalgia i pomeriggi passati intorno ad un tavolo a giocare a Subbuteo.
Ora, in un’epoca in cui è la tecnologia a farla da padrona, anche il Subbuteo è stato digitalizzato, diventando un titolo giocabile su console. A pensarci è stata Artematica, software house genovese attiva fin dal 1996 che, ad inizio mese, ha pubblicato Subbuteo DS, ovviamente destinato al gioiellino portatile di casa Nintendo.”

(articolo tratto da onegames.it, 2008)

“Dopo una lunga e tribolata gestazione, il film Grayskull: Masters of the Universe vedrà presto la luce. La sceneggiatura è finalmente pronta, a firma di Justin Marks (autore anche del prossimo film su Street Fighter) e cominciano a circolare le prime indiscrezioni sulla trama. ”

(articolo tratto da toysblog.it, 2008)

Dunque, i giocattoli che avevamo quando eravamo piccoli tornano di moda. Ogni generazione ricorda i suoi, quelli più belli, più divertenti, più collezionabili, più invidiati. Che si tratti di Exogini o Barbie o Gormiti o Bratz o Lego o Dragon Ball o SpiderMan. Nell’epoca dei giochi elettronici, i giochi veri ci vogliono sempre, comunque.

E poi da grandi (cioè, sopra i dieci anni!) li ricordiamo con gioia. Un pezzo di vita, non vergogniamoci di dirlo.

Quali sono i giochi che portate nel cuore?

Quali quelli con cui vorreste giocare, o giocate, oggi?

Forse, quelli che ci offre il mercato globale non sono quelli che vorremmo…

Un Commento a “Mettersi in gioco”

  1. luca scrive:

    tetris
    l’allegro chirurgo
    i chiodini
    campana (con i gessetti sull’asfalto)
    la pesca con i pesciolini magnetici (forse avevano un nome)

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