SEI UNO STUDENTE ABBASTANZA MALEDETTO.

Uno di quelli che per cinque anni ha fatto molto per farsi notare in negativo.
Sei intelligente, ma non ti applichi mai abbastanza.
Sei svelto, ma solo quando vuoi tu.
Sei ambientato, integrato, piuttosto amato, ben voluto dai tuoi compagni.
Sei furbo, disorganizzato, svogliato, mal voluto dai tuoi professori.
Sei un debito. Più che un credito.
Sei un semplice sei, ogni tanto un dal sei al sette. Spesso un cinque pieno.
Sei nel banco in quarta fila e il tuo compagno di sempre è uno dei più bravi della classe, ma è timido. Vi compensate. Vi volete bene. Tu fai quello che non fa lui, lui fa quello che non fai tu.
Se c’è da fare sciopero per un tubo dell’acqua maleodorante tu esci e lui resta.
Se c’è una festa e servono i biglietti tu li trovi lui aspetta te.
Se c’è da fare un versione lui la fa e te la passa.
Se c’è da falsificare le firme tu sei un esperto.
Odi il greco.
Odi la matematica.
Ami filosofia e la prof che la insegna.
In latino te la cavi.
In italiano sorprendi.
Perché uno che scrive così bene, si fa spesso trovare impreparato?
Ti piace guardare storto i prof. E’ la tua protesta personale. Ti senti un numero “dieci” (la fantasia) e non ti lasci fregare. Ti piace provocare.
Alzare la mano per non dire nulla.
Alzare la voce per un non nulla.
Protestare. Bla bla bla. Dire fare baciare. Chi lo sa.
Sei uno studente abbastanza maledetto, ma hai le idee chiare. Un giorno, nella vita, quella con debiti e crediti veri, tu farai strada. Non sai perché, ma lo sai.
Sei quasi arrivato alla fine di questo viaggio. In pochi credono in te. Forse ci credi solo te. Da giorni senti pronunciare una parola che ti spacca lo stomaco: maturità.
Tutti ti spiegano trucchi vincenti su come superare il primo esame vero della tua carriera e nel frattempo tu decidi di applicarti.
“E’ intelligente, ma non si applica”. E’ la peggiore delle critiche che un prof possa fare. Lo stupido viene perdonato, l’intelligente svogliato, no.
Il giorno dell’esame arrivi convinto. Scrivi quello che devi scrivere, studi quello che devi studiare. Copi quello che devi copiare.
Il tuo compagno di banco ti passa la versione di latino e tu corri in bagno a memorizzarla in meno di cinque minuti.
Prendi più di lui, perché ci metti del tuo.
Ti presenti all’orale con faccia tridimensionale. Sai tutto e quando non sai ammetti di sbagliare. Chi non ti conosce ti apprezza, chi ti conosce ti disprezza. Ma il risultato è chiaro: prendi e porti a casa la somma di tutto questo.
DIECI ANNI DOPO
Conosci il male e conosci il bene. Sai quando dare e quando togliere. Sai quando prendere e ricevere.
Sei un credito. Non hai debiti. Hai realizzato tutti o quasi i tuoi sogni nel cassetto che più che cassetto è una matriosca: dentro ad un sogno c’è un altro sogno e poi un altro ancora e ancora…
Sei un uomo abbastanza maledetto, realizzato e maledetto.
E quando ripensi alla frase “E’ intelligente, ma non si applica!” sorridi.
La dicono i prof di tuo figlio. Sorridi.
E ti metti il cuore in pace. Si applicherà, si applicherà.
E TU…SEI UNO STUDENTE MALEDETTO?