Archivio di gennaio 2008

VADO A VIVERE DA SOLO?

martedì, 15 gennaio 2008

Il “bamboccione”

Trattasi di vocabolo di  sintesi estrema che vorrebbe definire un nuovo soggetto protagonista dell’attualità sociale italiana. 

Soprattutto maschio, ma non solo; età stimata tra i 25 (se laureato, altrimenti si abbassa a 20 anni…) e i 35 anni, molto dipendente e opportunista, destinato a lungo alla “civile” convivenza con il suo nucleo familiare originario. Termine diventato famoso e d’attualità grazie a una esternazione pubblica del ministro Padoa Schioppa…

In questi mesi si è scatenato, soprattutto sui media nazionali, un serrato dibattito che vedeva la pubblica opinione scatenata in una sorta di derby, pro e contro il bamboccione, che normalmente non vedeva protagonisti i soggetti interessati, ma i grandi esperti studiosi dei fenomeni riguardanti l’universo giovani o, peggio ancora, i politici che si contendevano le simpatie soprattutto dei giovani già maggiorenni, quindi “carne da macello” elettorale. 

Ma il target vero di questa polemica, i protagonisti cioè di questo derby socio-culturale del terzo millennio, che pensa? 

Sono veramente degli “opportunisti mammoni” o non esistono le condizioni perché un giovane possa permettersi di andare a vivere da solo?

Personalmente propendo per la seconda tesi se, nella logica del derby di cui sopra, devo per forza schierarmi: è oggettivamente difficile pensare che oggi, se non intervengono pesantemente mamma e papà, un ragazzo o una ragazza possano permettersi di metter su casa, da soli o in compagnia, trovare un lavoro bello ed economicamente gratificante, creare insomma le condizioni per mollare il nucleo originario e vivere la propria vita.

Però, c’é sempre un però, forse non è del tutto sbagliata nemmeno la tesi del bamboccione soprattutto se riletta  in profondità, con il dovuto rispetto per la “categoria”, senza risparmiare critiche costruttive alle scorciatoie pigre e facili che a volte si decide di percorrere nella propria vita; è quindi giusto avere l’onestà intellettuale per sottolineare, a fianco delle oggettive difficoltà sociali, ragionamenti e scelte conseguenti di comodo di parte del nostro target in questione sempre ben disposto alle coccole, paterne e soprattutto materne, capaci di rinviare sine die la propria sacrosanta autonomia esistenziale…

Proviamo a riflettere insieme oggi, lontani dalle esternazioni del ministro e senza preclusioni di sorta, questa problematica grande; spendiamo quattro parole per capire insieme, oltre al fenomeno sociale oggettivo, la cultura soggettiva che sta dietro queste scelte: tra le comuni degli anni sessanta e stare con mamma fino a trenta e passa anni, può esserci una dignitosa via d’uscita per tutti i giovani?

di Nico Colonna