Sono un’Agenda, non sono una Santa. E anche io, devo confessarlo, in estate non riesco a resistere alla tentazione di fare salotto sotto l’ombrellone con tutti i Diari che mi capita di incontrare in spiaggia (e che, per definizione, una ne pensano ma cento ne sanno).
Naturalmente, non c’è bisogno che vi elenchi quali eruditi argomenti di “Cultura Generale” sono all’ordine del giorno: le coppie che si accoppiano, le coppie che scoppiano, le ‘coppe’ che scoppiano e gli affini “Massimi Sistemi” sui quali dissertano per due mesi abbondanti giornali e televisione. Proprio questa mattina, per esempio, un Diario con cui mi sono casualmente ritrovata fianco a fianco nello stesso zaino – per carità, niente pensieri strani! Era troppo sottile per essere il mio tipo… – mi ha fatto notare che oggi ricorre l’anniversario del matrimonio tra il Principe Andrea e Sarah Ferguson: 23 luglio 1986. Esattamente 21 anni fa.
Il che mi ha fatto tornare in mente, con una rapida mano di conti, che il 1986 è stato un anno inusualmente prodigo di matrimoni da copertina: oltre ad Andrea e Sarah, solo per fare un paio di esempi, sono convolati a nozze anche Pippo Baudo con Katia Ricciarelli, Alberto Moravia con Carmen Llera e Arnold Schwarzenegger con Maria Shriver. Ma la coincidenza più curiosa è che nel 1986 la Smemo 16 Mesi era dedicata (indovinate un po’…) per l’appunto all’Amore! Ora: forse è un po’ troppo tardi per reclamarla, ma una Laurea ad Honorem in Profezia e Chiaroveggenza – o in Agenzia Cuori Solitari – dovrebbe spettarmi di diritto!
Se poi l’Altare, come le Matrioske, nasconde sempre degli Altarini e se la maggior parte di quei matrimoni non sono poi durati «finché morte non vi separi», beh, questo è un altro discorso…
Il punto è che l’Amore ciascuno lo vede, lo pensa e lo vive a modo suo. Anche quando si è in due. Oggi, per esempio, c’è chi lo vede nei reality show e crede che il “vero Amore” sia quello che «sfida le telecamere»; c’è chi lo pensa “eterno” ogni volta che conosce una persona diversa e c’è chi lo vive di nascosto anche se è «la cosa più bella che poteva capitargli».
Così, per curiosità, ho ripreso in mano quella Smemo – quella del 1986 – e ho cercato di capire se e come, in questi 21 anni, è cambiato anche il modo di raccontarlo, oltre a quello di vederlo, di pensarlo e di viverlo.
E un’idea me la sono fatta, anzi due: nella forma, sicuramente non è cambiato nulla; nella sostanza, probabilmente è cambiato tutto. Forse perché si è più disillusi e meno sognatori o forse perché si è più smaliziati e meno ingenui, ma quello che una volta era un punto di partenza adesso è diventato quasi un punto di arrivo, per giunta dopo aver superato tutta una serie di ostacoli e peripezie. Come a dire: «Se trovo un lavoro, se la Banca mi concede il mutuo, se lo Stato e la Chiesa non hanno niente in contrario e se vale comunque il diritto di recesso entro 90 giorni, allora perfetto: possiamo amarci tranquillamente»…
Siete d’accordo? E voi come vedete, pensate, vivete e raccontate l’Amore? Liberate le vostre emozioni e condividitele con noi qui sul Blog!
Smemoranda