Archivio di luglio 2007

Altari e altarini

lunedì, 23 luglio 2007

Sono un’Agenda, non sono una Santa. E anche io, devo confessarlo, in estate non riesco a resistere alla tentazione di fare salotto sotto l’ombrellone con tutti i Diari che mi capita di incontrare in spiaggia (e che, per definizione, una ne pensano ma cento ne sanno).
Naturalmente, non c’è bisogno che vi elenchi quali eruditi argomenti di “Cultura Generale” sono all’ordine del giorno: le coppie che si accoppiano, le coppie che scoppiano, le ‘coppe’ che scoppiano e gli affini “Massimi Sistemi” sui quali dissertano per due mesi abbondanti giornali e televisione. Proprio questa mattina, per esempio, un Diario con cui mi sono casualmente ritrovata fianco a fianco nello stesso zaino – per carità, niente pensieri strani! Era troppo sottile per essere il mio tipo… – mi ha fatto notare che oggi ricorre l’anniversario del matrimonio tra il Principe Andrea e Sarah Ferguson: 23 luglio 1986. Esattamente 21 anni fa.
Il che mi ha fatto tornare in mente, con una rapida mano di conti, che il 1986 è stato un anno inusualmente prodigo di matrimoni da copertina: oltre ad Andrea e Sarah, solo per fare un paio di esempi, sono convolati a nozze anche Pippo Baudo con Katia Ricciarelli, Alberto Moravia con Carmen Llera e Arnold Schwarzenegger con Maria Shriver. Ma la coincidenza più curiosa è che nel 1986 la Smemo 16 Mesi era dedicata (indovinate un po’…) per l’appunto all’Amore! Ora: forse è un po’ troppo tardi per reclamarla, ma una Laurea ad Honorem in Profezia e Chiaroveggenza – o in Agenzia Cuori Solitari – dovrebbe spettarmi di diritto!
Se poi l’Altare, come le Matrioske, nasconde sempre degli Altarini e se la maggior parte di quei matrimoni non sono poi durati «finché morte non vi separi», beh, questo è un altro discorso…

Il punto è che l’Amore ciascuno lo vede, lo pensa e lo vive a modo suo. Anche quando si è in due. Oggi, per esempio, c’è chi lo vede nei reality show e crede che il “vero Amore” sia quello che «sfida le telecamere»; c’è chi lo pensa “eterno” ogni volta che conosce una persona diversa e c’è chi lo vive di nascosto anche se è «la cosa più bella che poteva capitargli».
Così, per curiosità, ho ripreso in mano quella Smemo – quella del 1986 – e ho cercato di capire se e come, in questi 21 anni, è cambiato anche il modo di raccontarlo, oltre a quello di vederlo, di pensarlo e di viverlo.
E un’idea me la sono fatta, anzi due: nella forma, sicuramente non è cambiato nulla; nella sostanza, probabilmente è cambiato tutto. Forse perché si è più disillusi e meno sognatori o forse perché si è più smaliziati e meno ingenui, ma quello che una volta era un punto di partenza adesso è diventato quasi un punto di arrivo, per giunta dopo aver superato tutta una serie di ostacoli e peripezie. Come a dire: «Se trovo un lavoro, se la Banca mi concede il mutuo, se lo Stato e la Chiesa non hanno niente in contrario e se vale comunque il diritto di recesso entro 90 giorni, allora perfetto: possiamo amarci tranquillamente»…

Siete d’accordo? E voi come vedete, pensate, vivete e raccontate l’Amore? Liberate le vostre emozioni e condividitele con noi qui sul Blog!

Smemoranda

Europa o mai più

martedì, 10 luglio 2007

Facciamo un passo indietro.
10 luglio 2003: la Commissione incaricata di redigere la Costituzione Europea conclude i suoi lavori, durati 17 mesi, e la prima bozza del documento che dovrebbe sancire le sinergie e gli accordi politici, civili e sociali tra tutti gli Stati membri dell’UE viene definitivamente approvata. È un momento importante, un progetto (un sogno? Un’utopia?) che sembra finalmente prendere vita e forma.
Sembra.
Perché i mesi che seguono frenano ogni entusiasmo e, tra revisioni, controversie e rivendicazioni,  la firma del Trattato arriva soltanto il 29 ottobre 2004. E ciò che ne segue è perfino più scoraggiante: mentre alcuni Paesi  – tra cui l’Italia, la Spagna, il Belgio, l’Austria e la Grecia – ratificano la Costituzione in tempi piuttosto brevi, altri – tra cui l’Inghilterra, il Portogallo e la Danimarca – rinviano la delibera a data da destinarsi ed altri ancora – la Francia e i Paesi Bassi – la sottopongono a un referendum popolare vedendosela addirittura respinta al mittente.
Così, quel progetto (quel sogno? Quell’utopia?) iniziato quasi sotto i migliori auspici il 10 luglio 2003 adesso è in stand-by, e non si sa neppure se e quando troverà mai una realizzazione.
Quello che mi fa più riflettere è che, nel 2003, il tema della Smemo 16 Mesi era “Odi et Amo”, ed è strano come calzi proprio a pennello per riassumere questo strano ideale di “Europa Unita” che molte persone amano e molte altre, evidentemente, odiano. L’apertura delle frontiere (di tutte le frontiere, anche quelle mentali), l’uguaglianza sociale, la ricerca di una chiave per lo sviluppo comune sono dunque, una volta di più, chimere destinate a rimanere belle parole di fronte agli interessi individualisti della Politica? L’unica immagine che dobbiamo continuare a nutrire dell’Europa è quella di una immensa cartina geografica sulla quale tracciare, tra luglio e agosto, le rotte delle nostre vacanze?
Chissà.
Io ci voglio sperare ancora. E soprattutto, dovesse succedere qualcosa – prima o poi – voglio esserci!

Smemoranda

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E tu come vedi la tua “Europa Unita“?
Credi nell’ideale che tutti i Paesi possano essere realmente impegnati verso un obiettivo comune, o temi che l’egoismo di ogni singola Nazione prenderà il sopravvento? Raccontacelo qui sul Blog!

Siamo tutti marziani

mercoledì, 4 luglio 2007

Il 4 luglio, per l’America, è una data storica. La data in cui si celebra il glorioso Indipendence Day, la Festa Nazionale dell’Indipendenza. Chi ha visto il film sa benissimo di cosa si tratta: di Will Smith e Jeff Goldblum che, nel 1996, hanno liberato gli Stati Uniti (e con essi, come al solito, il mondo intero) da una feroce invasione aliena a bordo di un relitto di astronave di Toy Story.
L’anno seguente, sempre il 4 luglio, per commemorare l’eroica impresa e per scongiurare sul nascere il pericolo di ulteriori minacce – pensavate forse che la Guerra Preventiva fosse un’invenzione più recente? -, la sonda spaziale Mars Pathfinder della Nasa è atterrata su Marte animata dai migliori propositi di bissare la strage. Ma inutilmente: l’unica cosa che vi ha trovato, infatti, è stata una copia della Smemoranda 16 Mesi, dedicata (neanche a farlo apposta) al tema “Diamo i Numeri!”. Poco, in verità, per attestare la presenza di ulteriori forme di vita extraterrestre, per quanto le firme di Roberto Benigni, Gino&Michele, Claudio Bisio, Paolo Rossi, Lella Costa, Vauro, Staino, Antonio Albanese, Ellekappa ed altri 79 tra comici e illustratori potessero magari lasciar presagire il contrario.
Fu allora che, in mancanza di meglio, per dare un senso a quella spedizione gli Stati Uniti inventarono il concetto di “Arma di istruzione di massa” (deformato poi, con gli anni, in quello “Arma di distruzione di massa” per lo strano meccanismo del ‘telefono senza fili’ – il cellulare, appunto, agli albori della sua tecnologia e dunque ancora piuttosto debole in fase di ricezione -) riferita proprio all’esemplare di Smemo 16 Mesi di cui erano venuti in possesso.
Come ci sia finito, su Marte, rimane ancora oggi un enigma irrisolto. Tanto più perché nel 1997, per la prima volta, l’agenda è stata stampata in due versioni diverse: una rosso fragola e una grigia e nera. E del secondo esemplare non è mai stata fatta notizia. Quello che è certo è che, da allora, gli Stati Uniti hanno preso lo spunto un po’ troppo alla lettera e hanno cominciato a dare i numeri sul serio vedendo marziani ovunque.
Quanto a me, come avrete facilmente intuito da questo post, non ho mai più smesso di darli (comunque la sonda Mars Pathfinder è atterrata veramente su Marte il 4 luglio 1997!).
Ah, a proposito: se vi capita di giocare al SuperEnalotto, puntate sul 30. Non so perché ma mi sento che porti fortuna…

Smemoranda

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E a te è mai capitato di “dare i numeri”?
In quale situazione? E poi come è andata a finire? Raccontacelo qui sul Blog!