Me lo ricordo come fosse ieri: 28 maggio 1989, l’”Inter dei record” di Giovanni Trapattoni batte il Napoli a Milano e diventa matematicamente Campione d’Italia per la 13esima volta con 4 giornate di anticipo. Me lo ricordo soprattutto perché l’Agenda 16 Mesi 1989 era dedicata al Gioco, e la coincidenza che una squadra di calcio avesse “fatto 13″ proprio quell’anno mi sembrò un curioso Gioco – tanto per rimanere in tema – del Destino.
Ed era esattamente 18 anni fa: quanto basta, in Italia, per diventare ‘maturi’ e fare finalmente tutto quello che fanno i ‘grandi’: prendere la patente, votare, tenere come se niente fosse una scatola di preservativi nello zaino o in borsetta senza nasconderla nell’armadio perché nessuno la scopra… Insomma, cose più divertenti di quando si è minorenni!
Peccato, però, che i valori del “Gioco” e il piacere di divertirsi, dentro e fuori da un campo, anziché ‘maturare’ ed estendersi a quante più persone possibili, oggi siano invece quasi scomparsi del tutto: l’importante non è più partecipare, ma vincere a tutti i costi (anche stravolgendo le regole), mandando in rovina gli avversari e aggredendoli appena possibile! Un po’ come a Monopoli.
Forse perché “Un bel gioco dura poco”, come dice il proverbio.
Eppure ci sono anche persone che giocano tutta la vita. A Risiko, per esempio, muovendo dei carrarmati (veri) in giro per il mondo a seconda del punteggio dei dadi. Oppure a Nascondino, scappando e cercando solo di non farsi scoprire (qualunque sia la cosa che vogliono tenere nascosta). Oppure a Rubabandiera o a Rubamazzo (e a tutte le relative variazioni sul tema che contemplino il prefisso Ruba-). Generalmente, suggeriscono le regole, si tratta di persone che giocano troppo poco a Scopa e che, quindi, hanno bisogno di consolarsi come possono. L’unico problema è che la posta in gioco – tanto per rimanere in tema – sono sempre gli altri. In qualunque gioco, ormai.
Altro che “Tanto è un gioco”, come dicono sempre tutti gli scartati, gli eliminati, i derelitti e i perdenti: ormai niente è più un gioco. A parte il Sudoku, forse: ma un gioco che consiste unicamente nel dare i numeri… beh, è piuttosto reale anche lui!
Smemoranda
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E per voi cosa significa “Giocare”? Qual è il vostro gioco preferito, quello che non smettereste mai di fare, e quello che invece avete sempre detestato? Facciamo un gioco – tanto per rimanere in tema -: parliamone insieme!