Niente paura: il trailer

31 agosto 2010

Dal 17 settembre al cinema. Noi, andiamo

www.nientepaura-ilfilm.it

Chiuso per ferie

6 agosto 2010

chiuso per ferie

Lo SmemoBlog va in vacanza con Smemoranda.it, a godersi venti splendidi beautiful days. Smemoranda, intanto, è pronta per regalarvene molti altri, da settembre in poi…

Intanto, potete continuare a iscrivervi alla fan page della Smemo su Facebook, e soprattutto al nuovo, fiammante social network Smemo.it!!
smemoit

Rubare alla scuola per dare all’esercito??

2 agosto 2010

Notizia sconcertante:

Roma, 31 lug. (Apcom) – A partire dal prossimo anno scolastico i residui non utilizzati del fondo finanziario delle scuole non rimarranno più a disposizione degli istituti per essere riutilizzati l’anno successivo, ma serviranno a finanziare i corsi di tre settimane, voluti dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, per avvicinare gli under 30 alle forze armate: il provvedimento è contenuto nella manovra finanziaria, la legge 122, il cui testo è stato pubblicato nel supplemento ordinario della gazzetta ufficiale del 30 luglio.

Nella legge di riordino dei conti pubblici si stabilisce che le somme risparmiate potranno essere riutilizzate per gli stessi scopi nell’anno successivo ma “al netto di quanto previsto all’articolo 55, comma 7-bis, lettera c)”: ciò significa che almeno una parte delle risorse finalizzate alla “diffusione dei valori e della cultura della pace e della solidarietà internazionale tra le giovani generazioni” – in particolare 5.772.720 euro per il 2011 ed una cifra analoga per il 2012 – verranno prelevate dai fondi non utilizzati per vari motivi dalle oltre 10mila scuole italiane.

Non solo per il contenuto, ma anche per la forma: com’è possibile che l’avvicinamento dei ragazzi alle forze armate venga chiamato “diffusione dei valori e della cultura della pace”?? Speriamo in un pesce d’agosto. Un brutto scherzo.

castoro

Un altro post che non vogliamo scrivere

26 luglio 2010

Cos’è successo, lo sappiamo tutti. Rimane assurdo.

Avremmo potuto fare finta di niente, oggi. Pubblicare un video divertente, magari.
Impossibile. Che il più importante evento musicale dell’ultimo decennio sia diventato una tragedia di questa portata, è, semplicemente, ingiusto. Un’ingiustizia che non riusciamo neppure a concepire.

Arriva lo spot Smemo 2011…

23 luglio 2010

… intanto, abbiamo un backstage succoso:
SMEMO 2011 – feat. SmemoRapper a.k.a. Claudio Bisio

Il festival dell’errore? Esiste

22 luglio 2010

Noi neanche ce lo immaginavamo. E invece, esiste: a Parigi.
L’abbiamo letto sul giornale stamattina, sembrava una bella notizia:

Dei 180 articoli scientifici pubblicati da Einstein, una quarantina contengono errori significativi. Se abbiamo penicillina e vaccini, lo dobbiamo agli sbagli commessi dai loro scopritori, che andavano in cerca di altro. La stessa evoluzione degli esseri viventi procede grazie ai piccoli difetti.

E se perfino il più grande scienziato della storia sbagliava spesso e volentieri, perché mai uno scolaro oggi dovrebbe trattenersi dall’alzare la mano e azzardare la risposta che ha in testa in quel momento, si chiedono gli organizzatori di “Détrompez-vous”, il Festival dell’errore di Parigi. La manifestazione iniziata ieri nella sede dell’École normale supérieure per avvicinare i giovani alla scienza vuole incitare i più piccoli a osare, innovare, uscire dal seminato, proporre idee nuove.

E soprattutto:

Nell’edizione di quest’anno, il suo obiettivo è spezzare il nesso logico fra errori e brutti voti e mostrare l’altro lato della medaglia di una risposta sbagliata.

Averlo saputo quando, ancora, andavamo a scuola…

bart

Cosa sono i Mondiali

14 luglio 2010

finale mondiale sponsor

Cos’è stato, il mondiale sudafricano del 2010?

Alessandro Robecchi, che da tanto tempo è amico di Smemoranda, ha scritto un bel pezzo sull’argomento. Serio serio.
Ecco qualche estratto, vale la pena leggere:

Se il mondiale è il Capitale, conviene dare un’occhiata ai capitalisti. La Fifa, la Federazione mondiale del Football, sede in Svizzera, ha un bilancio che ruota intorno al miliardo di euro, con l’appoggio delle grandi sorelle del capitale, Coca-Cola, McDonalds e altre centinaia di sponsor. I mondiali sono loro. Senza contare il capitalismo glamour delle marche alla moda: il solito derby planetario Nike versus Adidas, che riproduce in forma di scarpe, magliette, abbigliamento ed emozioni quel che fanno coi i computer Apple e Microsoft, giungendo a condizionare i giochi, a tramare manovre, a indirizzare passioni.

E i soldi? I soldi, quelli veri, arrivano dai diritti televisivi. Joseph Blatter, il ras della Fifa che veleggia verso il quarto mandato consecutivo, li negozia direttamente con la Infront Sport & Media, sede in Svizzera, il cui presidente è… suo nipote, Philippe Blatter. Capitalismo per dinastie, capitalisti per casata, casta o cricca, la solita storia.
Naturalmente il capitalismo ha le sue grandi potenze. La geopolitica del pallone garantisce i poteri forti, al punto che la Francia (vicecampione del mondo uscente e nazione che esprime il presidente dell’Uefa, Michael Platini) arriva in Sudafrica grazie a un clamoroso furto (gol di mano di Thierry Henry contro l’Eire).

Il calcio è divertente, conviene comunque stare al gioco. Le speranze del tifo “democratico” si addensano dunque sulle squadre africane, tra tutte Costa d’Avorio, Ghana, Camerun. E qui spunta un’altra analogia pallonara con il grande coniglio matto del mercato e i suoi derivati: colonialismo e schiavismo. Sì, perché i grandi campioni africani giocano nei ricchi campionati europei (Francia, Gran Bretagna, Spagna, Italia), e un razzismo sottile e impalpabile spinge la critica a negare alle squadre africane capacità tattico-strategiche. Sono fisici, loro. Corrono “come gazzelle”. Sono feroci nei contrasti “come leoni”. Ma – si sottintende con malizia – il football è un’altra cosa, l’intelligenza tattica non fa per loro, e nei rari casi in cui la esercitano, sia chiaro, l’hanno di certo imparata qui. Motivazioni non difformi da quelle usate dagli antichi colonizzatori europei per tenere al loro posto le popolazioni autoctone, “incapaci di organizzarsi”. Gli abbiamo fatto le strade, dicono i colonizzatori che usavano gas tossici contro i civili. Gli abbiamo insegnato la tattica, dicono ora i telecronisti.

Continuate a leggere qui.

Guarda un po’ chi c’è…

12 luglio 2010

… a cantare la canzone del nuovo spot Smemo 2011.

Era dai tempi di Rapput

(Qui Bisio e Marco Salom – regista unico degli spot Smemo – cercano di difendersi dal nostro invadente direttore…)
bisio colonna salom

Chi abbandona gli animali è un bastardo

7 luglio 2010

Ogni anno fanno campagne contro l’abbandono degli animali, in questo periodo. Questo è lo spot più giusto che si sia mai visto:

Ebbravi Dogo…

Per non dimenticare L’Aquila

5 luglio 2010

Piano piano, la memoria inizia a cedere. Eppure, nel nostro paese, c’è ancora gente che vive nel modo raccontato da questa lettera, pubblicata dal sito peacereporter.it:

Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere. Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. E io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio.
Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l’Ici e i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla.
Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2mila euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta.
Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma. La sento respirare pesantemente.
Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz’anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri.
Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo.
Le racconto di una città che muore. E lei mi risponde, con la voce che le trema.
“Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi.
Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo.”

Noi forse non siamo esattamente stampa, ma lo scriviamo. E non dimentichiamo.

l'aquila com'era
l'aquila com'è